Personale Ssn. Con le mozioni della Camera si muoverà qualcosa?

Personale Ssn. Con le mozioni della Camera si muoverà qualcosa?

Personale Ssn. Con le mozioni della Camera si muoverà qualcosa?
In Sanità il disagio raggiunto dagli operatori, medici ed infermieri in primis, di cui ho cercato da tempo di dare conto, è talmente evidente che anche il Governo ha dovuto dare parere favorevole a mozioni che, se trasformate in provvedimenti legislativi, possono rappresentare una inversione di tendenza

L’approvazione da parte della Camera delle 7 mozioni di maggioranza e opposizione a sostegno del personale del SSN è una di quelle notizie a cui non eravamo più abituati. Sono più di 6 anni infatti che la politica si accanisce contro i dipendenti pubblici, i cosiddetti fannulloni, senza fare nulla o quasi per combattere gli sprechi e le malversazioni che solo nel servizio sanitario valgono il 7% del fondo sanitario nazionale.
 
Nel frattempo si sono fatti risparmi di quasi 9 miliardi proprio sulla pelle dei dipendenti pubblici, gli unici peraltro a pagare il fisco senza neanche evadere un centesimo.
 
In Sanità il disagio raggiunto dagli operatori, medici ed infermieri in primis, di cui ho cercato da tempo di dare conto, è talmente evidente che anche il Governo ha dovuto dare parere favorevole a mozioni che, se trasformate in provvedimenti legislativi, possono rappresentare una inversione di tendenza.
 
Forse in questo cambio di passo qualcosa ha anche significato la vicenda di “mafia capitale” e l’entità della rapina compiuta da politici corrotti (anche essi bipartisan) e speculatori in combutta tra loro per lucrare cinicamente sui più deboli.
 
Una vicenda ancora in evoluzione e che potrebbe portare, come dice Roberto Saviano, a risvolti inquietanti anche in altri settori, sanità per prima.
 
In tutto questo spicca ancora una volta il silenzio incomprensibile dei vertici della FNOMCEO. Un silenzio ingiustificabile anche perché esistono iniziative importanti a difesa dei medici e del decoro del lavoro come quella assunta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Roberto Lala che ha attivato un tavolo intersindacale ed ha aperto una vertenza con le istituzioni sui problemi ormai intollerabili che impediscono ai medici di svolgere il loro servizio pubblico
 
La Presidentedella FNOMCEO potrebbe chiedere consiglio a chi sta cercando di fare qualcosa o ancora leggersi la relazione del Senato sulla sostenibilità del Servizio Sanitario nazionale di cui si riportano due passi importanti:
 
– I molteplici vincoli imposti alla spesa e alla dotazione del personale stanno indebolendo il servizio sanitario in tutte le regioni, elevando l’età media dei dipendenti e demotivando la principale risorsa su cui può contare un sistema di tutela della salute. Una accurata revisione dei vincoli vigenti introducendo elementi di flessibilità, soprattutto ove causa di effetti perversi, appare necessaria per la salvaguardia e la sostenibilità del sistema…
 
– La spesa sanitaria italiana negli anni Novanta risultava già tra le più basse in Europa: ad esempio, secondo i dati OCSE, nel 1990 la spesa sanitaria totale procapite ammontava a 1.355 US$ PPP, rispetto ai 1.442 US$ PPP della Francia e ai 1.781 US$ PPP della Germania. I dati relativi alla crescita annuale della spesa sanitaria per abitante mostrano che dall’inizio degli anni Novanta al 2012 l’Italia ha registrato dinamiche di spesa sanitaria inferiori a quelle riscontrate negli altri Paesi europei utilizzati come termine di paragone.
 
Serve dunque un impegno deciso da parte della FNOMCEO per fare uscire il nostro servizio sanitario da una condizione di intollerabile svilimento.
 
Una presa di posizione che potrebbe ricompattare la categoria e superare le difficoltà che inevitabilmente insorgono quando una forza sindacale, qualunque essa sia, si propone esercitare una funzione di coordinamento sulle altre. Questo è accaduto per la FIMMG e questo potrebbe accadere oggi con i sindacati della dipendenza. Aspettiamo fiduciosi che qualcosa avvenga e che i dubbi di un cortocircuito tra FNOMCEO e  sindacati di riferimento vengano fugati da una chiara presa di posizione del Presidente
 
Roberto Polillo

Roberto Polillo

18 Giugno 2015

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