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La Camera in campo a difesa del personale del Ssn. Approvate sette mozioni su sblocco turnover, mobilità interregionale, formazione. “Più attenzione agli operatori per garantire Lea”

Il Ssn al centro del dibattito in questa settimana parlamentare. Dopo la discussione iniziata lunedì sulle otto mozioni presentate, rispettivamente, da Grillo (M5S), Miotto (Pd), Calabrò (Ap), Nicchi (Sel), Palese (Fi), Vargiu (Sc), Rondini (Ln) e Gigli (Pi-Cd) questa mattina si è svolta la votazione in Aula. Voto unanime su sette di queste, con parere favorevole del Governo. L'unica a non passare quella di Sel che non ha accettato le modifiche richieste dall'Esecutivo

17 GIU - Dopo il minacciato sciopero da parte dei medici di famiglia e pediatri della Fimmg e Fimp e la recente presa di posizione da parte dell'Anaao a difesa della sanità pubblica e del ruolo del medico del Ssn, le questioni sul tappeto riguardanti il personale sanitario arrivano in Parlamento che le affronta con ben sette mozioni presentate a prima firma da Giulia Grillo (M5S), Anna Miotto (Pd), Raffaele Calbrò (Ap), Marisa Nicchi (Sel), Rocco Palese (Fi), Pierpaolo Vargiu (Sc), Marco Rondini (Ln) e Gian Luigi Gigli (Pi-Cd), concernenti iniziative di competenza in merito  al personale del Servizio sanitario nazionale, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza.

Favorire il ricambio generazionale, assumere iniziative per limitare il blocco del turnover, individuare misure volte a  realizzare la mobilità interregionale del personale sanitario e adottare efficaci misure in tema di formazione. Questi, a grandi linee, i punti sui quali i diversi gruppi parlamentari hanno chiesto un impegno da parte del Governo. Durante le votazioni di questa mattina, sei le mozioni approvate (alcune con modifiche). Non ha passato, invece, l'esame dell'Aula quella presentata da Marisa Nicchi (Sel) che non ha accettato le riformulazioni proposte dal Governo, rappresentato oggi dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo.


Scendendo più nel dettaglio, la mozione presentata da Giulia Grillo (M5S) chiede al Governo di istituire, in sede di Conferenza Stato-Regioni, un tavolo di confronto al fine di individuare le modalità di rivisitazione delle norme di gestione del personale degli enti e delle aziende del Ssn, facendo sì che i risultati del suddetto tavolo siano presentati entro e non  oltre 2015. Chiesta, inoltre, una deroga al blocco del turnover del personale da applicare anche alle regioni sottoposte ai piani di rientro. Infine, veniva proposto di semplificare ed attuare le procedure di mobilità interregionale del personale sanitario.

Nella mozione presentata a prima firma da Anna Miotto (Pd), viene chiesto, innanzittutto, un impegno da parte dell'Esecutivo a predisporre una revisione complessiva dei vincoli imposti per la gestione del personale del Servizio sanitario nazionale con provvedimenti volti a favorire il ricambio generazionale. Per quanto invece riguarda i servizi strategici quali i servizi d'emergenza-urgenza, la terapia intensiva e subintensiva, i centri trapianti e l'assistenza domiciliare, la richiesta è quella di preservare la dotazione di personale attraverso assunzioni a tempo indeterminato. Anche qui viene inoltre chiesto un impegno per limitare il blocco del turnover e rimuovere quegli ostacoli che impediscono la mobilità regionale. Infine, si chiede al Governo di valutare l'introduzione di una distinta area negoziale della dirigenza sanitaria del Ssn ai fini della stipula dei relativi accordi nazionali di lavoro, in aggiunta a quelle già attualmente previste, "visto che la dirigenza medica veterinaria e sanitaria costituisce oltre l'80 per cento di tutta la dirigenza pubblica contrattualizzata".

La mozione presentata a prima firma da Raffaele Calabrò (Ap), impegna l'Esecutivo all'adozione in tempi rapidi, di una metodologia che consenta di determinare il fabbisogno di personale sanitario a livello nazionale e regionale in modo univoco, e l'adozione da parte del Governo di misure volte a realizzare la mobilità interregionale del personale sanitario. 
 
La mozione presentata a prima firma da Rocco Palese (Fi) chiede all'Esecutivo dei controlli per fornire un quadro aggiornato, riferito all'intero territorio nazionale, delle conseguenze derivanti dalle operazioni di contenimento della spesa sul piano del rispetto dei livelli essenziali di assistenza, e un monitoraggio degli effetti prodotti dagli interventi di razionalizzazione e contenimento della spesa, in modo da "rimuovere tutti gli ostacoli volti ad impedire un'adeguata gestione del personale".

Molto articolata la mozione presentata a prima firma da Pierpaolo Vargiu (Sc) impegna il Governo, innanzitutto a prevedere un'attenuazione dei vincoli per le assunzioni per quelle regioni che, pur avendo avviato concreti percorsi di rientro, manifestino pesanti criticità nell'erogazione delle prestazioni. Si auspica poi la promozione di una maggiore autonomia delle aziende sanitarie locali, attivando nei loro confronti una virtuosa logica premiale che consenta alle aziende che si sono distinte per best practice di far valere a cascata lo stesso meccanismo nelle strutture organizzative interne. Si invita poi l'Esecutivo a fornire elementi sull'attuale situazione delle dotazioni organiche del personale sanitario con un particolare focus sulle dinamiche previste per il turnover della dirigenza medica di cui è imminente il picco dei pensionamenti e con speciale attenzione alle iniziative che si intendono intraprendere per garantire la disponibilità delle figure professionali meno presenti sul mercato nelle aree più marginali del Paese. Nel testo si pone l'accento sull'importanza di superare la precarietà delle posizioni con contratto a tempo determinato che rendono difficoltosa la piena formazione delle nuove risorse professionali. Quanto al tema della formazione, la mozione chiede poi di adottare efficaci misure con particolare riferimento alle borse di studio ed ai contratti di formazione specialistica, da un lato, e alla distribuzione territoriale delle specialità mediche e chirurgiche, dall'altro, quale presupposto essenziale per il mantenimento dell'erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Chiesta, inoltre, un'accelerazione sulla piena applicazione del Patto per la salute per presentare alle Camere in tempi rapidissimi il disegno di legge delega previsto dall'articolo 22 del Patto in cui promuovere i principi della valutazione del personale medico e della valorizzazione dell'aggiornamento e della formazione professionale continua, anche alla luce delle nuove competenze richieste dalla crescente digitalizzazione dei processi informativi-organizzativi (e-health).

La mozione presentata a prima firma da Marco Rondini (Ln) che punta a 'premiare' le Regioni virtuose. In particolare, infatti, si chiede al Governo di prevedere controlli stringenti sulle assunzioni di personale per quelle regioni in cui è previsto un piano di rientro per quanto riguarda le spese sanitarie e, al contempo, la rimozione del blocco del turnover per quelle regioni i cui bilanci in materia sanitaria raggiungono obiettivi di sostenibilità e di efficienza. Richiesta, inoltre, una valutazione circa la necessità di assumere iniziative per rafforzare l'autonomia regionale in merito alle assunzioni del personale, salvaguardando gli equilibri di bilancio ed assumendo iniziative per rivedere le norme che uniformano le sanità regionali, di fatto penalizzando le regioni virtuose. 
 
Infine, anche la mozione presentata a prima firma da Gian Luigi Gigli (Pi-Cd) impegna il Governo a limitare il blocco del turn over soprattutto in quelle regioni che hanno da tempo avviato procedure di rientro, al fine di non penalizzare la qualità dei servizi e di contenere il corso all’outsourcing ai soli casi di effettiva emergenza, evitando il ricorso alla copertura delle carenze accumulatesi nell'organico del personale sanitario con il personale in formazione (specializzandi). Si chiede poi di valutare, in sede di Conferenza Stato Regioni, la previsione di criteri di riferimento validi su tutto il territorio nazionale in materia di attribuzione delle risorse umane alle diverse attività sanitarie. Sempre a beneficio del personale sanitario, nel testo si chiede di reperire le risorse necessarie al rinnovo dei contratti del personale sanitario. Infine, si impegna l'Esecutivo ad accelerare l'adozione del meccanismo di finanziamento delle regioni attraverso il sistema dei costi standard e l'effettiva applicazione delle nuove modalità di selezione dei dirigenti di secondo livello secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia.
 
Giovanni Rodriquez

17 giugno 2015
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