Pfas. Ministro Costa dà il via al tavolo per porre limiti nazionali

Pfas. Ministro Costa dà il via al tavolo per porre limiti nazionali

Pfas. Ministro Costa dà il via al tavolo per porre limiti nazionali
La prima riunione nei prossimi dieci giorni. “Diamo una risposta immediata ai cittadini, vogliamo che con urgenza vengano fissati i limiti”, ha detto il ministro spiegando che iIl tavolo inoltre lavorerà anche sui limiti dei cosiddetti ‘nuovi pfas’ “con un percorso normativo e tecnico e ascoltando anche il settore produttivo”, conclude il ministro. Soddisfazione dalla Regione Veneto: “Arrivano i risultati che aspettavamo”.

Un tavolo ministeriale che lavorerà con urgenza per porre dei limiti nazionali allo scarico sui Pfas a catena lunga. E’ il risultato del tavolo che si è riunito ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente convocato dal ministro Sergio Costa alla presenza di Ispra, Snpa, regione Veneto, che ha fortemente voluto l’incontro, e delle direzioni tecniche. La prima riunione nei prossimi dieci giorni e il tavolo, riferisce il ministero, coinvolgerà la regione Veneto, “che è l’epicentro del dramma Pfas in Italia”, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute.

“Diamo una risposta immediata ai cittadini – ha spiegato il ministro Costa – vogliamo che con urgenza vengano fissati i limiti. Il tavolo inoltre lavorerà anche sui limiti dei cosiddetti “nuovi pfas” con un percorso normativo e tecnico e ascoltando anche il settore produttivo”, conclude il ministro.

Soddisfazione da parte della Regione Veneto, che in una nota commenta: “Ha prodotto i risultati attesi dal Veneto la riunione convocata dal Ministro dell’Ambiente con i tecnici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e della Regione del Veneto, rappresentata dal Commissario ARPAV Riccardo Guolo. Obiettivo dell’incontro era definire i presupposti tecnici per l’avvio del tavolo per porre limiti nazionali, sollecitato da anni dal Veneto e riportato al centro dell’attenzione dopo la presentazione dei dati relativi all’anomala presenza di perfluoropolietere cC6O4 rilevata nelle acque del fiume Po dall’ARPAV”.

“Il Ministro – prosegue la nota veneta – ha, infatti, preso atto di quanto presentato dai tecnici di ISPRA e delle varie Regioni presenti che hanno spiegato come, valutando la situazione generale che si è creata, e per poter dare le opportune risposte tecnico- scientifiche ai cittadini allarmati, è necessario mettere prontamente in atto alcune iniziative. Tutto ciò al fine di definire le modalità di trattamento delle acque reflue e stabilire i “limiti legali agli scarichi” compatibili con i volumi d’acqua dei corpi ricettori”.

“Molte le proposte avanzate al Ministro – conclude la nota del Veneto – che, preso atto dell’urgenza di agire per fornire un quadro normativo adeguato, saranno, dunque, affrontate e rese effettive all’interno del tavolo nazionale. Tavolo nel quale Regione del Veneto sarà coinvolta nel ruolo di ente esperto in materia”.

08 Maggio 2019

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