Regionalismo differenziato. Conte: “Sì ad autonomie ma salvaguardare coesione nazionale e sociale”

Regionalismo differenziato. Conte: “Sì ad autonomie ma salvaguardare coesione nazionale e sociale”

Regionalismo differenziato. Conte: “Sì ad autonomie ma salvaguardare coesione nazionale e sociale”
Il presidente del Consiglio ha specificato che “dobbiamo stare attenti che su passaggi e competenze strategiche a livello nazionale ci sia la possibilità di conservare una visione strategica e un’efficacia operativa”

Il governo lavora "seriamente" sull'autonomia delle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, ma deve "salvaguardare la coesione nazionale e sociale". Lo dice il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontrando gli imprenditori in Assolombarda e ricordando che la questione è nel contratto di governo. "C'è un problema – spiega – dobbiamo stare attenti che su passaggi e competenze strategiche a livello nazionale ci sia la possibilità di conservare una visione strategica e un'efficacia operativa". Conte ha ricordato poi l'impegno di incontrare il 15 febbraio i presidenti di Regione coinvolti nel progetto di autonomia.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana al termine del suo incontro, durato circa 40 minuti, con il premier Giuseppe Conte sul tema dell'autonomia, ha assicurato che "Il lavoro e' ad un ottimo punto. Siamo d'accordo sull'impegno assunto dal governo di portare una bozza entro il 15 febbraio. Il premier ha ribadito di voler andare avanti con il massimo impegno. Penso che sia la volta buona perì fare un'ottima riforma".  

Sul tema è  intervenuta anche Barbara Lezzi, ministro per il Sud, sottolineando che il Movimento 5 Stelle sulle autonomie "non è affatto messo all'angolo. Ricordo che il ministro Stefani coordina il negoziato ma deve confrontarsi con i ministri della Salute, dell'Ambiente, dei Trasporti: quindi siamo parta attiva. Tra l'altro come garante c'è il presidente Conte. Stiamo facendo delle analisi molto approfondite proprio perché alle altre Regioni non deve essere tolto nulla".

Secondo il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, l'autonomia rafforzata è una "questione enormemente rilevante per Milano e la Lombardia ed è una scelta alla quale le nostre imprese tengono molto". 

Anche il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, è intervenuto, in Consiglio regionale, su questo tema "importante per il Paese, per il Mezzogiorno" e che per la Calabria "è cruciale. Quello che nel corso di ultimi venti anni, attraverso spinte secessioniste alimentate da egoismi territoriali interpretate anche dalla Lega, non è stato possibile realizzare, oggi, utilizzando gli spazi che offre l'articolo 116 della Costituzione, si spinge ad andare oltre. L'articolo 116 stabilisce spazi di competenze che, attraverso intese tra singole Regioni e il governo nazionale, possono essere definite per affermare trasferimento di competenze e autonomie piu' marcate. Ma qui si va a oltre pensando di utilizzare il cosiddetto residuo fiscale". Cosi' il . "L'esempio – ha ricordato il Presidente – e' quello del Veneto e Lombardia che hanno promosso due referendum per rispondere a quesiti incostituzionali. Prevedendo che l'80% del gettito fiscale debba rimanere in quelle regioni, si inserisce un seme di disarticolazione del Paese". "Il nostro documento unitario – ha aggiunto Oliverio – che esprime il sentimento del Consiglio regionale e' un fattore di estrema importanza per costruire una prospettiva per recuperare un dualismo su settori importanti quali quello sanitario, dei servizi sociali dei livelli essenziali di prestazioni, che occorre vengano garantiti sempre al meglio in tutto il Paese. Le Regioni del Mezzogiorno, proiettate al rilancio del Paese nell'area del Mediterraneo – ha concluso – occorre che vadano viste come una risorsa per l'Italia".
 
 
 

30 Gennaio 2019

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