Riforma Madia. Intervista a Cavallero (Cosmed): “Un passo avanti nella lotta al precariato. Bene separazione dirigenze Ssn, l’abbiamo chiesto noi”

Riforma Madia. Intervista a Cavallero (Cosmed): “Un passo avanti nella lotta al precariato. Bene separazione dirigenze Ssn, l’abbiamo chiesto noi”

Riforma Madia. Intervista a Cavallero (Cosmed): “Un passo avanti nella lotta al precariato. Bene separazione dirigenze Ssn, l’abbiamo chiesto noi”
"Si prevede infatti un decreto delegato per limitare tassativamente le forme di lavoro atipiche e cancellare così la giungla di contratti e consulenze precari". "La separazione delle dirigenze amministrative, tecniche e professionali da quelle mediche e sanitarie è un bene. Spianata la strada a un diverso inquadramento contrattuale"

Sono tre gli emendamenti contenuti nel nuovo testo della legge delega sulla PA suggeriti dalla Cosmed che interessano la dirigenza medica e veterinaria. Il primo obbliga il governo a definire entro dodici mesi dall’approvazione definitiva della legge delega sulla pubblica amministrazione, quali forme di lavoro flessibile sono compatibili con il Pubblico impiego. Un passo in avanti – secondo la Cosmed – per sconfiggere la piaga del precariato. Un secondo emendamento esclude dal ruolo della dirigenza delle Regioni, la Dirigenza medica e la dirigenza veterinaria e sanitaria del Servizio sanitario. Una norma che – sempre secondo Cosmed – dovrebbe spianare la strada a un diverso inquadramento contrattuale per la dirigenza medica. E infine la previsione della possibilità di proroga dell’incarico dirigenziale in essere, per il periodo necessario al completamento delle procedure per il conferimento del nuovo incarico, anche questo frutto, anche se solo in parte, di una proposta Cosmed.
Ne abbiamo parlato con Giorgio Cavallero neo segretario della Cosmed.
 
Dottor Cavallero, proviamo a tirare le somme sul nuovo testo della legge delega sulla PA licenziato l'altro ieri e all'esame in Aula?
Contiene alcuni punti di forza. Il più importante è il via libera a un emendamento suggerito dalla Cosmed e presentato dai Senatori Bianco, De Biasi, Padua, Lo Moro che obbliga il governo a definire entro dodici mesi dall’approvazione definitiva della legge delega sulla pubblica amministrazione, quali forme di lavoro flessibile sono compatibili con il Pubblico impiego. Questo significa che si dovranno individuare limitate e tassative fattispecie, caratterizzate dalla compatibilità con la peculiarità del rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche e con le esigenze organizzative e funzionali di queste ultime. Grazie a questa modifica sarà cancellata la giungla di co.co.co e lavori a progetto, consulenze libero-professionali con partita Iva, appalti a cooperative, che molto spesso nascondono un rapporto di  lavoro subordinato che elude i contratti nazionali e che forma una sacca di precariato sottoposta ad uno sfruttamento inaccettabile. Un enorme passo in avanti per il precariato.
La stessa Legge Biagi del 2003 aveva previsto che doveva essere stabilito per legge quali tipologie di lavoro flessibile potevano essere utilizzate nel lavoro pubblico.

Il testo licenziato ieri esclude poi dal ruolo della dirigenza delle Regioni, la Dirigenza medica e la dirigenza veterinaria e sanitaria del Servizio sanitario. È soddisfatto?
Direi di sì. Anche perchè il fatto che in questo modo la Dirigenza, amministrativa, tecnica e professionale si colloca in un ruolo diverso dai medici, veterinari e sanitari, ossia nella dirigenza regionale, è quello che volevamo. È il frutto di un emendamento che la Cosmed aveva presentato già nel passato. Questo dovrebbe ora spianare la strada a un diverso inquadramento contrattuale, in quanto a ruoli diversi dovrebbero corrispondere contratti diversi. Anche se la battaglia per aree distinte tra sanitari e dirigenti è ancora tutta da giocare, perché in realtà il ministro Madia non dice in che ruolo finirà la Dirigenza medica e veterinaria. Di certo siamo una dirigenza normata dal 229 e non dalla legge 165.
È anche positiva in materia di incarichi dirigenziali la previsione della possibilità di proroga dell’incarico dirigenziale in essere, per il periodo necessario al completamento delle procedure per il conferimento del nuovo incarico. Un emendamento Granaiola e Moro che accoglie parzialmente le richieste Cosmed.
 
E.M.

03 Aprile 2015

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