Riforma PA. Madia convoca la Cosmed per il 12 luglio. Ecco il documento del ministero

Riforma PA. Madia convoca la Cosmed per il 12 luglio. Ecco il documento del ministero

Riforma PA. Madia convoca la Cosmed per il 12 luglio. Ecco il documento del ministero
Il ministro della Pubblica Amministrazione sottoporrà ai sindacati un testo, composto da 45 punti, nel quale si parla di riorganizzazione dell'amministrazione in un'ottica di trasparenza, di tagli agli sprechi e semplificazione, ma anche di personale con l'obiettivo di facilitare assunzioni e turnover. IL DOCUMENTO

Il Ministro della Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia, ha invitato le Confederazioni sindacali per il giorno 12 giugno 2014 alle ore 10,30 presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, ad una riunione su "Interventi di riforma della Pubblica Amministrazione". Si stringono dunque i tempi per la riforma della PA presentata prima delle elezioni europee dal premier Renzi e dal ministro Madia a margine del Consiglio dei Ministri. Dopo le oltre 39mila mail di consigli e proposte giunte dai cittadini all'indirizzo [email protected], il ministero della Semplificazione e Pubblica amministrazione, in vista dei prossimi confronti ha predisposto un documento di 45 punti nel quale si parla di riorganizzazione dell'amministrazione in un'ottica di trasparenza, di tagli agli sprechi e semplificazione, ma anche di personale con l'obiettivo di facilitare assunzioni e turnover.

Anzi, proprio quest'ultimo punto sembra essere il più importante a giudicare dall'incipit scelto per il documento: "Il cambiamento comincia dalle persone". Al primo punto c'è l'abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, "sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella PA, a costo zero", si legge. Si passa poi all'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria. Qui si propone innanzitutto di abrogare il nulla osta da parte dell’amministrazione di provenienza nei casi di mobilità volontaria e di superare le rigidità derivanti dalla programmazione. Nel documento si giudica anche importante la possibilità di disporre il passaggio di un lavoratore da una amministrazione ad un'altra, senza che sia necessario l’assenso del lavoratore stesso. Questo dovrebbe essere possibile tenendo però fermi due punti ben precisi: il mantenimento del medesimo trattamento economico e limiti geografici.
 
Si parla anche di part-time, come strumento utile per creare nuovi spazi e dunque rendere possibili nuove assunzioni. "Indispensabile", invece, sarà l'applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione. Per evitare l'esubero di lavoratori, si suggerisce di far ricorso all'assegnazione di mansioni diverse, un principio comunemente applicato nel diritto del lavoro privato, ma non in quello pubblico.

"Riteniamo urgente semplificare l’attuale disciplina del turnover". Si spiega che non si tratta solo di assicurare maggiori ingressi, ma anche di consentire a ciascuna amministrazione maggiore discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto dell’equilibrio finanziario. In quest’ottica viene ritenuto utile un intervento che semplifichi le norme attuali, ad esempio eliminando il vincolo del computo delle teste.
Si ritiene altresì necessario ridurre del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego.
 
Per la riforma della dirigenza pubblica, "riteniamo imprescindibile un principio: l’accesso al lavoro pubblico, ivi compreso quello dirigenziale, deve avvenire per concorso. Il rigoroso rispetto di questo principio, deve essere accompagnato da un ripensamento dell’attuale modello di carriera", si legge nel documento. Si legge nel testo l'intento di un cambiamento radicale nei percorsi di carriera dei dirigenti, superando l’attuale sistema che "ingessa" la carriera di un dirigente e la rende indipendente dai risultati effettivamente prodotti. "Noi pensiamo invece che la carriera di un dirigente debba essere sempre “mobile”, sia verso l’alto che verso il basso, con l’assunzione di incarichi per un tempo determinato".
 
Anche la ricerca pubblica sarà coinvolta in un processo di riorganizzazione strategica basata su tre fondamentali criteri: la ricerca deve essere strettamente connessa allo sviluppo economico del paese e deve pertanto essere assicurata una governance centralizzata in grado di indicare gli indirizzi e le scelte di fondo dei filoni sui quali il paese deve investire; è necessaria una razionalizzazione degli attuali enti di ricerca; è necessario non disperdere ulteriormente le professionalità oggi al servizio del sistema di ricerca, individuando soluzioni che consentano invece l’’implementazione dell’attuale disciplina del reclutamento.

In coerenza con la scelta di investire con forza sul modello della dirigenza di ruolo, selezionata per concorso, "abbiamo deciso di investire su una grande e unica scuola di formazione per i dirigenti, che accorpi tutte quelle attualmente esistenti, pur garantendo i dovuti e specifici percorsi professionali, in particolare riguardo ad alcune professionalità".
 
Per quanto poi riguarda i nuovi appalti si parla di "inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti temerarie; modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo, udienza di merito entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli appalti pubblici, condanna automatica alle spese nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto".

Infine, sul contratto nazionale, "riteniamo che il blocco della contrattazione – conclude il documento della Semplificazione e Pa – abbia prodotto un danno ingiusto ai lavoratori pubblici, soprattutto in riferimento alle fasce di retribuzione più basse. Per questo riteniamo che l'intervento degli 80 euro realizzato dal Governo sia stato di notevole utilità anche nel pubblico impiego. Il tema del rinnovo della parte economica del contratto – conclude il testo – merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno: è evidente che occorra uno sforzo comune utile a costruire le soluzioni migliori per garantire il rilancio del paese e la crescita economica".   

09 Giugno 2014

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