Salute mentale. Il Piano nazionale 2025-2030 pronto per l’ok in Stato-Regioni. Ecco l’ultima versione

Salute mentale. Il Piano nazionale 2025-2030 pronto per l’ok in Stato-Regioni. Ecco l’ultima versione

Salute mentale. Il Piano nazionale 2025-2030 pronto per l’ok in Stato-Regioni. Ecco l’ultima versione
Il Ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni la nuova versione del Piano Nazionale per la Salute Mentale: più integrazione socio-sanitaria, rafforzamento dei Dipartimenti, stop alla contenzione meccanica, potenziamento dei servizi territoriali e telemedicina. Il testo recepisce anche le ultime indicazioni normative e gli standard condivisi nell’Accordo Stato-Regioni del 2022. IL TESTO

Il Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030 entra nella sua fase decisiva. Con una nota inviata ieri alla Conferenza Stato-Regioni, il Ministero della Salute ha trasmesso la terza versione del documento, aggiornata alla luce del confronto istituzionale e pronta ora per l’esame politico-tecnico. Un passaggio chiave, che arriva dopo il lavoro del Tavolo tecnico istituito nell’aprile 2023 e che integra nel testo alcune novità rilevanti sul piano organizzativo, clinico e normativo della salute mentale.

Le principali novità:

  1. Integrazione strutturale del modello dipartimentale

Una delle innovazioni più rilevanti è la definizione chiara del Dipartimento a matrice integrato e inclusivo, considerato il modello organizzativo più idoneo per garantire continuità assistenziale, multidisciplinarietà e presa in carico centrata sulla persona. Il documento specifica che il dipartimento deve “assicurare la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione con al centro la persona”, integrando servizi territoriali, ospedalieri e contesti sociali.

  1. Integrazione salute mentale – dipendenze

Il testo sottolinea la necessità di superare la storica separazione organizzativa fra salute mentale e dipendenze patologiche, indicando nelle equipe multiprofessionali e nei PDTA condivisi lo strumento operativo principale. Si tratta di una risposta diretta ai crescenti bisogni clinici, soprattutto nella fascia giovanile.

  1. Stop alla contenzione meccanica

Una novità di forte impatto è l’inserimento dell’Accordo Stato-Regioni del 23 ottobre 2025 dedicato al “superamento della contenzione meccanica nei luoghi di cura della salute mentale” (Rep. atti n. 174/CSR). L’accordo, ora recepito nel Piano, stabilisce strategie nazionali per la prevenzione delle pratiche coercitive, in linea con gli standard internazionali per i diritti umani e la qualità dell’assistenza.

  1. Telemedicina, innovazione tecnologica e DM 77

La terza versione dedica un intero approfondimento alla telemedicina, richiamando l’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2020 e prevedendo un uso strutturale dei servizi digitali nella psichiatria territoriale, dalla televisita alla teleconsultazione fino alla gestione delle emergenze, in coerenza con i modelli del DM 77/2022.

  1. Rafforzamento dei quattro livelli assistenziali

Il testo consolida e precisa il modello dei quattro livelli di intensità/complessità che caratterizzano l’assistenza in salute mentale:

  1. consultazione e presa in carico primaria nelle Case di Comunità,
  2. presa in carico per episodi acuti o percorsi di lungo termine presso CSM, NPIA e SerD,
  3. assistenza specialistica ospedaliera e residenziale,
  4. reti di area vasta e servizi sovrazonali (inclusi REMS e centri per disturbi alimentari).
  5. REMS, misure di sicurezza e liste d’attesa

Viene ribadito il quadro aggiornato sulle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), già ridefinito nel precedente Accordo CU 188/2022, ma ora ulteriormente integrato con riferimenti alla sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 2022, che chiede l’intervento del legislatore sulla riserva di legge della materia.

Il documento conferma inoltre:

  • gestione unica regionale delle liste di attesa,
  • definizione dei criteri di priorità,
  • PTRI obbligatorio per ogni paziente entro 45 giorni.
  1. Potenziamento dei servizi territoriali e prevenzione

Un intero capitolo è dedicato alle azioni di prevenzione, con particolare attenzione a:

  • rischio psicopatologico giovanile,
  • determinanti sociali (povertà relazionale, solitudine, stili di vita),
  • salute mentale in carcere,
  • prevenzione del suicidio.
  1. Formazione obbligatoria e sicurezza nei luoghi di cura

Nel capitolo dedicato al risk management, il PANSM definisce:

  • programmi obbligatori di formazione e de-escalation per gli operatori,
  • indicazioni per l’adeguamento strutturale dei reparti con interventi tecnologici (videocamere, allarmi, dispositivi anti-intrusione).

Il ruolo del monitoraggio nazionale

La terza versione chiarisce ulteriormente che il monitoraggio dell’attuazione del PANSM sarà affidato alla Commissione Salute, alle Direzioni tecniche del Ministero e al Tavolo tecnico sulla Salute Mentale, con verifiche sul recepimento regionale degli obiettivi nazionali.

14 Novembre 2025

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