Sostegno nuclei familiari. Ministero Lavoro: “Prevista cumulabilità assegno di inclusione con assegno unico universale ”

Sostegno nuclei familiari. Ministero Lavoro: “Prevista cumulabilità assegno di inclusione con assegno unico universale ”

Sostegno nuclei familiari. Ministero Lavoro: “Prevista cumulabilità assegno di inclusione con assegno unico universale ”
"Il Governo ha introdotto la totale cumulabilità, a differenza di quanto avveniva con la precedente misura del Reddito di Cittadinanza, dell'Assegno di Inclusione con l'Assegno Unico Universale, il sostegno economico riconosciuto in favore delle famiglie con figli a carico, attribuito per ogni figlio fino al compimento dei 21 anni – al ricorrere di determinate condizioni – e senza limiti di età per i figli con disabilità".

“Con riguardo ai nuclei familiari con persone di minore età, mi preme evidenziare che il Governo ha introdotto la totale cumulabilità, a differenza di quanto avveniva con la precedente misura del Reddito di Cittadinanza, dell’Assegno di Inclusione con l’Assegno Unico Universale, il sostegno economico riconosciuto in favore delle famiglie con figli a carico, attribuito per ogni figlio fino al compimento dei 21 anni – al ricorrere di determinate condizioni – e senza limiti di età per i figli con disabilità”.

Così il ministero del Lavoro in una risposta scritta all’interrogazione sul tema presentata da Gilda Sportiello (M5S).

Di seguito la risposta integrale del ministero del Lavoro.

“Ringrazio l’On. Sportiello per aver affrontato il tema degli interventi strutturali di sostegno al reddito e ai nuclei familiari.
Si contesta l’assenza di una reale misura di sostegno dei nuclei con figli minori o con persone in condizione di fragilità.
Premetto che la ratio sottesa all’introduzione della nuova misura dell’Assegno di Inclusione risiede proprio nella sua capacità di assurgere a strumento valido di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro.

L’erogazione del beneficio economico è subordinata al possesso dei requisiti di residenza, cittadinanza e soggiorno, alla prova dei mezzi sulla base dell’ISEE, alla situazione reddituale del beneficiario e del suo nucleo familiare nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, definito nell’ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti.

Con riguardo ai nuclei familiari con persone di minore età, mi preme evidenziare che il Governo ha introdotto la totale cumulabilità, a differenza di quanto avveniva con la precedente misura del Reddito di Cittadinanza, dell’Assegno di Inclusione con l’Assegno Unico Universale, il sostegno economico riconosciuto in favore delle famiglie con figli a carico, attribuito per ogni figlio fino al compimento dei 21 anni – al ricorrere di determinate condizioni – e senza limiti di età per i figli con disabilità.

In presenza della piena cumulabilità con l’Assegno unico, la componente del contributo dell’Assegno d’Inclusione spettante in presenza di figli minori, attraverso l’applicazione del relativo parametro nella scala di equivalenza, si configura come una integrazione all’Assegno Unico per renderlo complessivamente più elevato: in particolare, a fronte del maggiore importo che l’Assegno Unico riconosce per i figli successivi al secondo, consente di riconoscere un supporto più generoso già a partire dal primo figlio.

Preciso poi che l’Assegno Unico non è limitato solo ai destinatari dell’Assegno d’Inclusione, ma estende i suoi effetti anche alle famiglie non beneficiarie, agendo come meccanismo preventivo contro il rischio di cadere in povertà, soprattutto per quelle famiglie che, pur non rientrando nei criteri di selezione della nuova misura, presentano ancora profili di vulnerabilità.

Interventi strutturali di sostegno al reddito e ai nuclei familiari sono pertanto già una realtà; il Governo sta lavorando su potenziali interventi mirati su alcuni parametri di riferimento dei requisiti economici, sia di ISEE che di reddito familiare, ampliando l’accesso alle nuove misure di inclusione sociale e lavorativa, disciplinate dal decreto Lavoro del 2023, anche tenendo conto dell’effetto dell’inflazione sui redditi nominali familiari”.

25 Settembre 2024

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