Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Cisl Fp: “La sfida è anche sugli aspetti organizzativi, non solo economici”

Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Cisl Fp: “La sfida è anche sugli aspetti organizzativi, non solo economici”

Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. Cisl Fp: “La sfida è anche sugli aspetti organizzativi, non solo economici”
Per il sindacato occorre puntare sulla “sinergia tra le diverse ‘famiglie’ professionali della sanità” e sullo “sviluppo delle competenze professionali di ciascun profilo” nell’ottica, in particolare, di evitare l’eccessiva ospedalizzazione che “rappresenta in molti casi una risposta non solo costosa, ma inappropriata”.

“Bene che la sanità non sia stata presa di mira ancora una volta dai tagli lineari, e che tutti sembrino aver capito che non sono le spese per il personale, bensì quelle per l'acquisto di beni e servizi a dover essere messe sotto la lente applicando il principio dei costi standard. Questo però è solo un aspetto. La sfida riguarda anche gli aspetti organizzativi, non solo quelli economici: si tratta di costruire una rete integrata di servizi e ridisegnare al suo interno i percorsi di cura”. Ad affermarlo, commentando l’assenza di tagli alla sanità nella recente manovra del Governo, è la Cisl Fp, secondo la quale “abbiamo un modello di sanità ancora prevalentemente ospedale-centrico, tarato cioè su un'idea di sanità come gestione delle patologie in fase acuta. E le strutture di cura funzionano all'insegna della separazione organizzativa per comparti specialistici e livelli gerarchici. Invece il bisogno di salute si sta spostando sempre più verso le aree della cronicità, della disabilità, degli stati pluripatologici legati all'età avanzata, da un lato; della prevenzione e del sostegno nelle situazioni di fragilità sociale, che spesso si ripercuotono sullo stato e le prospettive di salute, dall'altro. La domanda di benessere e di presa in carico a cui il sistema sanitario deve saper rispondere è ormai più ampia e complessa che non la cura di una specifica malattia”.

“In questa ottica – prosegue la Cisl Fp – l'ospedalizzazione rappresenta in molti casi una risposta non solo costosa, ma inappropriata rispetto al bisogno. Servono piuttosto percorsi di assistenza concepiti come ‘filiere’ in cui il paziente è affidato non più a singole figure, ma ad un insieme coordinato ed integrato di professionisti; percorsi personalizzabili in base alle esigenze del singolo e tali da accompagnarlo e riabilitarlo, per quanto possibile, senza strapparlo al suo contesto quotidiano e familiare”.

Per il sindacato, “ripensare la rete dell'assistenza secondo un modello ‘fluido’ implica puntare sulla sinergia tra le diverse ‘famiglie’ professionali della sanità e sullo sviluppo delle competenze professionali di ciascun profilo. Si dovrà puntare più di quanto si sia fatto finora sulle professioni sanitarie non mediche, anzitutto quelle infermieristiche, che rappresentano i punti di raccordo di percorsi di assistenza ‘trasversali’”.

“In tutti i tavoli di confronto degli ultimi anni – evidenzia la Cisl Fp – abbiamo chiesto più investimento sullo sviluppo professionale di queste figure e più valorizzazione delle loro competenze, sia agite che potenziali. Con formazione continua e percorsi di carriera, con politiche per la formazione universitaria e per le assunzioni che guardino ai fabbisogni presenti e a quelli futuri, all'aspetto quantitativo – quanto personale serve per garantire un buon livello di assistenza in rapporto alla popolazione: attualmente si contano carenze per migliaia di unità – e a quello qualitativo, ovvero quali profili, quali competenze, quale organizzazione del lavoro permettono di riallineare la capacità di intervento del sistema ai bisogni reali dei cittadini”.

“Un passo importante che è stato fatto recentemente – per la Cisl Fp – è la ratifica da parte del ministro Lorenzin dell'accordo approvato in Commissione Sanità nel febbraio 2013, che riguarda appunto la valorizzazione delle competenze dell’infermiere, e al quale manca ora solo il via libera definitivo dalla Conferenza Stato Regioni. Per dare corso ad una concreta riorganizzazione del SSN occorrerebbero provvedimenti analoghi anche per le altre professioni sanitarie: ad esempio, nell'ottica di trasferire parte del percorso assistenziale fuori dalle strutture ospedaliere potenziando le reti dei presidi territoriali e dell'assistenza domiciliare, dovrebbe trovare nuovi spazi anche il ruolo e la competenza dell'operatore socio sanitario”.

25 Aprile 2014

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