Test su animali: Parlamento europeo dà via libera a nuove norme

Test su animali: Parlamento europeo dà via libera a nuove norme

Test su animali: Parlamento europeo dà via libera a nuove norme
Semaforo verde oggi, al Parlamento europeo, per la nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Il provvedimento ha suscitato diverse perplessità tra alcuni esponenti del Governo italiano.
 

Nuove regole per i test sugli animali a scopo scientifico. L'Europarlamento ha approvato oggi una direttiva approvato che sostituisce quella del 1986 e prevede l'obbligo per le autorità competenti nazionali di valutare le implicazioni sul benessere degli animali per ogni test scientifico effettuato, nonché la possibilità di mantenere disposizioni già in vigore destinate a una protezione più estesa degli animali. Vengono inoltre stabiliti limiti più severi per l'uso di primati e un regime di ispezioni per assicurare il rispetto delle regole. Gli Stati membri avranno ora due anni per conformarsi alle nuove regole.

Ecco i punti principali della direttiva

  • Assicurare l'utilizzo, quando possibile, di procedure alternative e ridurre al minimo indispensabile l'uso di cavie.
  • Procedere alla soppressione delle cavie provocando il minimo dolore possibile.
  • Solo in casi eccezionali possono essere utilizzate specie minacciate di estinzione.
  • Per i test possono essere utilizzati solo animali appositamente allevati (topi, ratti, porcellini d'India, criceti, conigli, cani, gatti, rane e pesci zebrati) e primati non umani nati in cattività o provenienti da colonie autosufficienti.
  • Gli animali randagi di specie domestiche (ad esempio cani e gatti) non possono essere utilizzati come cavie salvo che sia scientificamente provato che non si possa fare altrimenti.
  • I test che comportano gravi lesioni che possono causare intenso dolore non sono effettuate sotto anestesia. Non appena raggiunto lo scopo del test si interviene per ridurre al minimo le sofferenze dell'animale.
  • E' proibito imporre inutili sofferenze alle cavie.
  • Ispezioni regolari saranno effettuate per verificare il rispetto di quanto previsto dalla direttiva.
  • La Commissione Ue può decidere di effettuare direttamente sue ispezioni.

L’approvazione definitiva del provvedimento è avvenuta dopo il respingimento della richiesta di rinvio avanzata dall’europarlamentare dell’Idv, Sonia Alfano, e sostenuta da altri 40 eurodeputati che, prima del voto, si sono alzati in segno di protesta. L’assemblea di Strasburgo, in precedenza, aveva anche respinto a larga maggioranza gli emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi per variare alcuni dei punti più controversi della direttiva, in particolar modo quello che prevede la possibilità, per gli Stati membri, di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali, ma non di adottarne di nuove.
A chiedere il riesame della direttiva è stata anche Cristiana Muscardini, europarlamentare del Pdl, facendosi portavoce dei dubbi espressi anche da esponenti del Governo italiano circa i “problemi che restano irrisolti”.
Si dice deluso Tiziano Motti (Udc-Ppe), secondo il quale oggi è stato fatto un “passo indietro” nella difesa degli animali facendo un regalo all'industria farmaceutica sulla pelle delle cavie. Mentre Elisabetta Gardini (Pdl-Ppe) ha parlato di “qualche preoccupazione” ancora esistente, ma ha complessivamente giudicato il testo finale un “buon compromesso”.
Decisamente a favore del varo della nuova direttiva è stato Paolo De Castro (Pd-Ds), presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, il quale ha sottolineato che è stato raggiunto un “buon compromesso su un testo ragionevole che fa segnare un progresso rispetto alle norme del 1986 nel rispetto delle esigenze scientifiche”.

G.R.
 

08 Settembre 2010

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