Testamento biologico. Grillo: “Ritardo su registro Dat non causato da inerzia del Ministero. No alle polemiche inutili”

Testamento biologico. Grillo: “Ritardo su registro Dat non causato da inerzia del Ministero. No alle polemiche inutili”

Testamento biologico. Grillo: “Ritardo su registro Dat non causato da inerzia del Ministero. No alle polemiche inutili”
Il Ministro della Salute replica all’Associazione Coscioni che ha diffidato il Dicastero per non aver rispettato i tempi per la costituzione della banca dati nazionale delle Dat. “Ce la sto mettendo tutta, con i miei uffici, per superare le difficoltà che continua a evidenziarmi il ministero dell’Interno”. E poi in serata precisa: “Entro la prossima settimana il testo sarà mandato al garante della Privacy per ricevere formalmente il suo parere per l’emanazione. Nel contempo invierò nei prossimi giorni la relazione al Parlamento che darà conto del lavoro finora svolto sulla realizzazione del registro delle Dat”.

“Facciamo un po’ di chiarezza sui motivi del ritardo dell’avvio della banca dati nazionale sulle Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento), ritardo non causato per inerzia del ministero della Salute. Nel decreto Semplificazione avevamo proposto infatti nuove norme che avrebbero permesso di assicurare piena efficacia alla banca dati sulla base di specifiche richieste del ministero dell’Interno. Purtroppo queste norme sono state stralciate (insieme a molte altre) dal testo definitivo perché non coerenti con il resto del decreto” dichiara il ministro della Salute, Giulia Grillo che seppur non citandola, replica all'Associazione Coscioni che ha diffidato il Ministero per il ritardo sull'attuazione della Banca dati nazionale delle Dat.
 
“Contestualmente il ministero è riuscito ad ottenere specifiche risorse, pari a 400mila euro all’anno, per avviare la realizzazione informatica della banca dati, consentendo il funzionamento a regime. Prima di noi avevano disposto un finanziamento solo per l’avvio e non per l’esercizio” chiarisce Grillo.
 
“Questo – prosegue – cosa significa concretamente? Da un lato il ministero sta continuando a lavorare sulla parte informatica, completando la realizzazione infrastrutturale della banca dati. Dall’altro si stanno studiando soluzioni coerenti con i rilievi che continuano a provenire dal ministero dell’Interno, nella consapevolezza di dover adottare un regolamento che va ben oltre la definizione di un decreto ministeriale. Questa necessità è stata per altro evidenziata dal Garante della Privacy che chiede un adeguamento anche in tema di riservatezza dei dati sensibili, essendo cambiata la normativa europea (adozione GDPR)”.
 
“La ricostruzione – rimarca – evidenzia che non vi è stata mai alcuna inerzia da parte del ministro e del ministero della Salute e che la realizzazione della banca dati sia stata impedita da circostanze estranee alla volontà di chi guida questo dicastero”.
 
“Noi fin dai primi giorni ci siamo adoperati per sbrogliare la matassa causata da elementi di complicazione e quindi da una legge che introduce grandi principi di civiltà, ma che purtroppo contiene gravi elementi di farraginosità applicativa” precisa Giulia Grillo.
 
“Io ce la sto mettendo tutta, con i miei uffici, per superare le difficoltà che continua a evidenziarmi il ministero dell’Interno. Ci aspettano ancora dei tempi tecnici per l’adozione del regolamento, ma voglio assicurare la mia più decisa volontà di arrivare a una soluzione efficace e condivisa su un tema così atteso e non più rinviabile. Nessun giorno in più potrà essere addebitato al ministero della Salute, che ha già definito il testo base del regolamento che dovrà passare per i pareri previsti dalla legge” conclude il ministro. 
 
Il Ministro della Salute torna poi nuovamente sull’argomento. “Sulla questione del registro delle Dat – afferma in una nota – , voglio giocare a carte scoperte, perché ho sempre agito per portare a casa bene e in fretta una proposta che è nel Dna del Movimento 5 Stelle. Il ministero della Salute già da ottobre aveva pronta una proposta di decreto attuativo per la banca dati delle dichiarazioni. In seguito si sono rese opportune interlocuzioni con altri ministeri e soggetti istituzionali per migliorare il testo e dare adeguata attuazione alla legge sul biotestamento. Le difficoltà incontrate sono state molte volte di carattere tecnico, ma certamente non dipendono dalla volontà del dicastero della Salute e di chi lo guida”.

“Il mio ministero – rimarca –  sta terminando il confronto con gli altri soggetti coinvolti: il ministero dell’Interno, il consiglio nazionale del Notariato, i rappresentanti delle Regioni, la Fnomceo e il ministero degli Esteri.  Entro la prossima settimana il testo sarà mandato al garante della Privacy per ricevere formalmente il suo parere per l’emanazione. Nel contempo invierò nei prossimi giorni la relazione al Parlamento che darà conto del lavoro finora svolto sulla realizzazione del registro delle Dat”.

“Chiedo – conclude – a chi continua ad attaccare il mio ministero se queste polemiche stanno aiutando i cittadini o stanno semplicemente alimentando un clima di diffidenza sullo strumento e sull’utilità della legge stessa”.

02 Maggio 2019

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