Violenza contro le donne. Speranza: “Il Ssn garantisce a tutte cura, rispetto e ascolto. Ma non basta. Dobbiamo fare il massimo per cambiare la cultura del paese”

Violenza contro le donne. Speranza: “Il Ssn garantisce a tutte cura, rispetto e ascolto. Ma non basta. Dobbiamo fare il massimo per cambiare la cultura del paese”

Violenza contro le donne. Speranza: “Il Ssn garantisce a tutte cura, rispetto e ascolto. Ma non basta. Dobbiamo fare il massimo per cambiare la cultura del paese”
Questo il messaggio del ministro della Salute in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Il nostro sistema sanitario mette a disposizione di tutte le donne una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, al fine di assicurare un modello integrato di intervento. Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il Pronto Soccorso. Presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale contrassegnato da un codice rosa.

"Ogni giorno nei nostri pronto soccorso arrivano donne picchiate da uomini. Sono solo una parte di quelle che subiscono violenza. Il nostro sistema sanitario garantisce a tutte cura, rispetto e ascolto. Ma non basta. Dobbiamo fare il massimo per cambiare la cultura del nostro paese. #stopviolenzasulledonne". Questo il messaggio lanciato dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla sua pagina Facebook in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
 
“Per prevenire la violenza di genere bisogna portare l’educazione ai sentimenti nelle scuole, per insegnare a guardarsi dentro e a rispettare la vita altrui. Chi vive un rapporto violento deve trovare il coraggio di chiedere aiuto, senza vergogna, senza paura. Uscire dalla dipendenza affettiva è un percorso difficile ma possibile”. Lo ha scritto su facebook il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri.

 
I servizi del Sistema sanitario nazionale. Il nostro sistema sanitario, si ricorda sul sito del Ministero della Salute, mette a disposizione di tutte le donne, italiane e straniere, una rete di servizi sul territorio, ospedalieri e ambulatoriali, socio-sanitari e socio-assistenziali, anche attraverso strutture facenti capo al settore materno-infantile, come ad esempio il consultorio familiare, al fine di assicurare un modello integrato di intervento. Uno dei luoghi in cui più frequentemente è possibile intercettare la vittima è il Pronto Soccorso.
 
E’ qui che le vittime di violenza, a volte inconsapevoli della loro condizione, si rivolgono per un primo intervento sanitario. Nello specifico, presso alcuni Pronto soccorso in Italia si sta sperimentando un percorso speciale per chi subisce violenza, contrassegnato da un codice rosa, o uno spazio protetto, detto stanza rosa, in grado di offrire assistenza dal punto di vista fisico e psicologico e informazioni sotto il profilo giuridico, nel fondamentale rispetto della riservatezza. 
 
La normativa sulla violenza. Dal Ministero della Salute si ricorda poi come la prima significativa innovazione legislativa in materia di violenza sessuale, in Italia, si era avuta con l’approvazione della Legge 15 febbraio 1996, n. 66, che ha iniziato a considerare la violenza contro le donne come un delitto contro la libertà personale, innovando la precedente normativa, che la collocava fra i delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume. Con la Legge 4 aprile 2001, n. 154 vengono introdotte nuove misure volte a contrastare i casi di violenza all’interno delle mura domestiche con l'allontanamento del familiare violento.

Nello stesso anno vengono approvate anche le Leggi n. 60 e la Legge 29 marzo 2001, n. 134 sul patrocinio a spese dello Stato per le donne, senza mezzi economici, violentate e/o maltrattate, uno strumento fondamentale per difenderle e far valere i loro diritti, in collaborazione con i centri anti violenza e i tribunali.

Con la Legge 23 aprile 2009, n. 38 sono state inasprite le pene per la violenza sessuale e viene introdotto il reato di atti persecutori ovvero lo stalking.
Il nostro Paese ha compiuto un passo storico nel contrasto della violenza di genere con la legge 27 giugno 2013 n. 77, approvando la ratifica della Convenzione di Istanbul, redatta l'11 maggio 2011. Le linee guida tracciate dalla Convenzione costituiscono infatti il binario e il faro per varare efficaci provvedimenti, a livello nazionale, e per prevenire e contrastare questo fenomeno.

Il 15 ottobre 2013 è stata approvata la Legge 119/2013 (in vigore dal 16 ottobre 2013) “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, che reca disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere”.
 
Linee guida soccorso e assistenza donne vittime di violenza. Il 24 novembre 2017 sono state approvate con Dpcm le Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza. Obiettivo delle linee guida è quello di fornire un intervento adeguato e integrato nel trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche che la violenza maschile produce sulla salute della donna. Il provvedimento prevede, dopo il triage infermieristico, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa (codice giallo o equivalente) per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari. 
 
Le linee guida prevedono, inoltre, l'aggiornamento continuo delle operatrici e operatori, indispensabili per una buona attività di accoglienza, di presa in carico, di rilevazione del rischio e di prevenzione. 
 
A chi rivolgersi
– mappa dei consultori in Italia
centri antiviolenza sul sito del Dipartimento delle pari opportunità
telefono rosa antiviolenza e antistalking 1522.

25 Novembre 2019

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