Semaforo verde dalla Conferenza Stato-Regioni di oggi all’Intesa sulle “Attività per l’accesso universale dei neonati all’immunizzazione passiva contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS)”. Un passaggio che consolida e rende strutturale l’esperienza avviata nella stagione 2024-2025 e che mette a disposizione una dotazione ad hoc di 65 milioni di euro per la campagna di immunizzazione 2025-2026, 15 mln in più rispetto al 2024.
Non solo, dalla Stato Regioni è arrivato anche il via libera alla ipotesi di Acn 2022-2024 per Mmg. nulla di fatto invece per l’Acn degli specialisti ambulatoriali interni, veterinari, biologi, chimici, psicologi ambulatoriali.
VRS, accesso uniforme e omogeneo all’immunizzazione passiva
Il cuore dell’Intesa la garanzia di un accesso uniforme e omogeneo su tutto il territorio nazionale all’immunizzazione passiva contro il VRS, rivolta a tutti i neonati nati a partire dal 1° aprile 2025, nelle more dell’aggiornamento del calendario vaccinale, e ai bambini sotto i 24 mesi considerati fragili sulla base di specifiche condizioni cliniche.
Le attività saranno coordinate a livello nazionale dal Ministero della Salute, mentre alle Regioni e alle Province autonome spetterà l’organizzazione operativa sul territorio, attraverso il coinvolgimento dei centri vaccinali delle Asl e delle unità di ostetricia e neonatologia, con l’obiettivo di favorire la somministrazione prima della dimissione del neonato dall’ospedale.
Sul fronte finanziario, sul piatto ci sono 65 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo sanitario nazionale destinate ai progetti obiettivo del Piano sanitario nazionale. Le risorse, come chiarito nel provvedimento, risultano integralmente disponibili e non compromettono altri interventi già programmati. Il riparto delle risorse avverrà con una successiva Intesa, sulla base delle spese effettivamente sostenute dalle Regioni per il solo acquisto dei prodotti, ed è previsto un monitoraggio nazionale puntuale della spesa e degli esiti, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità.
Il documento definisce un articolato sistema di monitoraggio e valutazione: dalle comunicazioni mensili sul numero di dosi acquistate e somministrate, fino alle valutazioni intermedie e finali sugli esiti di salute, utilizzando le principali fonti informative nazionali, come RespiVirNet ed EMUR-PS.
A rafforzare le scelte contenute nell’Intesa intervengono i dati illustrati nella relazione tecnico-finanziaria, che fotografa l’impatto della prima campagna di immunizzazione 2024-2025. Le evidenze preliminari, basate sulle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, indicano una riduzione del 40% del tasso di positività al VRS nei bambini sotto l’anno di età ricoverati durante la stagione dei virus respiratori rispetto a quanto atteso. Ancora più marcato il dato sui ricoveri: il confronto tra casi osservati e attesi per sindromi respiratorie mostra una riduzione complessiva del 49%.
Numeri che si accompagnano a una ricognizione dettagliata delle dosi acquistate e somministrate nella stagione 2024-2025 e che hanno consentito di stimare il fabbisogno per il prossimo ciclo. Considerando i nuovi nati, una copertura attesa dell’80% e la necessità di garantire dosi anche ai bambini fragili sotto i 24 mesi, il costo complessivo della campagna 2025-2026 è quindi stimato in circa 65 milioni di euro.
I destinatari dell’attività saranno:
• Neonati nati a partire dal 1° aprile 2025
• Soggetti di età inferiore ai 24 mesi di età, considerati fragili sulla base di specifici criteri medici
L’approvazione dell’Intesa segna dunque un passaggio chiave nella strategia di prevenzione del VRS, puntando su equità di accesso, sostenibilità e valutazione degli esiti. Un modello che, alla luce dei risultati preliminari, mira a ridurre in modo significativo il carico di ricoveri e la pressione sui servizi ospedalieri, in particolare nei mesi invernali, tutelando la salute dei neonati e dei bambini più vulnerabili.
Approvata infine anche l’ipotesi di Acn 2022-2024 per Mmg. Con il raggiungimento dell’Intesa l’Acn diventa quindi operativi a tutti gli effetti. Interessati oltre 37 mila Mmg a ciclo di scelta e circa 24 mila medici ad attività oraria. L’incremento del triennio, garantito dalle leggi di bilancio, è stato, a regime dal 1 gennaio 2024, pari al 5,78% della massa salariale.
“Ci eravamo ripromessi di chiudere rapidamente questo rinnovo e lo abbiamo fatto” ha dichiarato Marco Alparone, Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. “La priorità era dare una prima risposta ai tanti medici di prossimità che attendevano un adeguamento salariale, per poi concentrarci sugli aspetti di maggiore complessità nella tornata contrattuale 2025-2027, su cui siamo già al lavoro”.
“Siamo consapevoli che i medici di famiglia rappresentano un punto di accesso fondamentale alla cura: da loro dipende il buon funzionamento e l’efficacia dell’intero sistema sanitario nazionale. Con l’intesa di oggi andiamo verso il riconoscimento di un modello multiprofessionale e multidisciplinare capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute in coerenza con il nuovo assetto della sanità territoriale”, ha chiarito Alparone.
La rapida conclusione della trattativa è stata resa possibile da una cornice negoziale snella, concentrata su adeguamento della parte economica e miglioramento di alcuni istituti contrattuali, adeguati anche alle intervenute variazioni normative. “Ringrazio tutte le parti coinvolte per lo spirito di collaborazione con cui siamo arrivati a chiudere questa tornata”, ha concluso Alparone.