Anche Gimbe contro le fake news: “Ministero faccia bollettino quotidiano per combattere allarmismi e notizie false”
"Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – in particolare dopo la conferma dei due casi in Italia, la popolazione è sempre di più dedita ad uno zapping compulsivo che assorbe informazioni dal web, dalle dichiarazioni spesso contraddittorie di esperti, dai titoli allarmistici di testate giornalistiche, dai social media, sino ai gruppi WhatsApp. E le informazioni false, imprecise e incomplete indeboliscono, sino ad oscurare, la già difficile comunicazione istituzionale".
"L’abisso tra evidenze scientifiche e impatto mediatico – spiega Cartabellotta – dimostra che siamo di fronte al primo scenario di comunicazione sociale in cui un’epidemia convive con la potenza di Internet e la viralità dei social media. Nel novembre 2002, ad esempio, la SARS si muoveva in un mondo senza Facebook e Twitter e il sovraccarico di informazioni tramite il web era di gran lunga inferiore".
"In queste circostanze – continua il Presidente – le responsabilità dei media sono enormi: titoli sensazionalistici sfidano, oscurandoli, i toni pacati delle comunicazioni istituzionali e generano ulteriore paura con il rischio di compromettere le misure di prevenzione della salute pubblica. Infatti, il dilagare della falsa narrativa sul coronavirus erode la fiducia nelle istituzioni, minaccia la comprensione pubblica dei rischi reali e può generare un utilizzo improprio dei servizi sanitari con conseguenze imprevedibili".
La Fondazione GIMBE si appella quindi al Ministro Speranza per "mettere la comunicazione istituzionale al centro del piano di emergenza per il coronavirus, tramite interventi coordinati per potenziare la circolazione di notizie vere e arginare il più possibile quelle false, incerte e allarmistiche".
E in particolare sottolinea la necessità di:
• Garantire l’aggiornamento costante delle informazioni sul sito del Ministero della Salute, in particolare nella sezione delle FAQ, diversificandole per operatori sanitari e cittadini e mantenendole perfettamente allineate con quelle dell’Istituto Superiore di Sanità.
• Standardizzare le modalità per diffondere tali informazioni a Regioni, ASL e cittadini.
• Istituire un bollettino ufficiale del Ministero della Salute da diffondere quotidianamente su tutti i canali: web, social media, reti televisive e stampa.
• Richiamare i giornalisti alla propria deontologia professionale al fine di evitare titoli sensazionalistici e ingiustificati e limitare la pubblicazione di notizie superflue, ma allarmanti.
• Fare appello alla scienza e coscienza degli esperti che devono evitare da un lato di occultare evidenze in grado di tranquillizzare la popolazione, dall’altro arginare i proclami su scoperte scientifiche senza immediato beneficio per la comunità, ma soprattutto astenersi dalla comunicazione pubblica se non adeguatamente informati sul tema.
• Invitare tutti al buon senso, per far circolare sui social media esclusivamente informazioni istituzionali, evitando di amplificare in maniera virale quelle francamente distorte o false.
"In questo momento di paura e disorientamento – conclude Cartabellotta – la popolazione deve ricevere solo informazioni valide e aggiornate e il Paese deve fare squadra per evitare che il panico collettivo, faccia più danni del coronavirus. Oggi, infatti, il vero rischio è che persone con banali sintomi influenzali, terrorizzate da una “malattia killer” mandino in tilt pronto soccorsi e ospedali, già messi a dura prova come ogni anno dall’influenza stagionale".
03 Febbraio 2020
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