Balduzzi: “Promuoveremo stabilità sanitaria e pienezza di vita”
Italia Longeva ha tra i suoi capisaldi anche l’aiuto all’anziano a guadagnare in salute, in linea con quanto promosso e sostenuto anche dal Ministero della Salute impegnato sul fronte dell’invecchiamento attivo con una linea progettuale sul riconoscimento precoce della demenza, ricerche finalizzate o il programma di PASSI d’argento, acronimo che significa il costante monitoraggio della condizione dell’anziano al fine di garantire, appunto, PArtecipazione, SAlute e SIcurezza. “Un impegno – ha aggiunto il ministro – che deve avere anche una ripercussione sul concetto di geriatria nella sanità italiana”. iI che significa maggior riconoscimento della specificità della geriatria ospedaliera come archetipo e modello di cura verso l’anziano esportabile e usufruibile anche da tutti coloro che si dedicano all’assistenza degli anni d’argento, ma anche più geriatria nell’organizzazione di ogni singola regione”.
“E' molto corretto quanto detto dal ministro, e cioè che abbiamo un sistema sanitario di qualità e riconosciuto in tutto il mondo – ha affermato Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – ed è quasi un biglietto da visita del Paese. L' inserire più geriatria nel Servizio Sanitario Nazionale, altro concetto sostenuto da Balduzzi, indica poi la necessita' a fronte dell' invecchiamento della popolazione di “saperi” accresciuti su i nuovi problemi che la mutata epidemiologia ci offre: polipatologia e politerapia, deficit di funzione e cognitivi, organizzazione dei servizi nel territorio a punto unico di accesso. Così facendo si aiuta il SSN a funzionare al meglio e continuare ad essere eccellenza di Paese”.
“Italia Longeva è una idea profetica – ha concluso Balduzzi-, pensata anni fa, è stata presentata ufficialmente proprio nel 2012, anno dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni: una acquisizione culturale formidabile ed un dato intergenerazionale importante che Italia Longeva non dovrebbe trascurare nei suoi programmi, anche per aprire un nuovo fronte di comunicazione con i giovani e richiamare importanti aspetti correlati alla prevenzione primaria, ai cui noti fattori di rischio (fumo, alcool, superalcool, droghe) se ne stanno aggiungendo di nuovi, quali lo shopping e il gioco compulsivo e la prevenzione secondaria”.
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14 Giugno 2012
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