Bambini e farmaci. Il 70% delle prescrizioni dei pediatri è ‘off label’. Per la Sifo “serve un rete nazionale che unisca le esperienze di tutti i centri pediatrici italiani”
Per la Sifo “è quanto mai opportuno parlare della questione delle prescrizioni ‘off-label’, pressoché ‘inevitabili’ in ambito pediatrico: si tratta di tutti quei casi in cui, nella cura di una patologia, vengono impiegati farmaci con modalità diverse da quelle autorizzate o non studiati specificatamente nella popolazione pediatrica. Possono essere farmaci nati in realtà per un altro disturbo, ma che le evidenze cliniche dimostrano essere di consolidata efficacia anche in altri casi. Oppure medicinali indicati solamente per l’età adulta e che vengono 'adattati', nella posologia, per essere somministrati ai minori di 18 anni: una casistica, questa, che rispecchia il 70% delle prescrizioni fatte dai medici pediatri”.
“L’incidenza dell'utilizzo off-label in età pediatrica – spiega la Sifo in una nota – è molto più alta di quello che si crede: varia dall'11 all'80%, a seconda dei contesti clinici: è tra l'11 e il 37% in ambito ambulatoriale, va dal 16 al 62% nei reparti di pediatria generale e supera l'80% nelle terapie intensive pediatriche e neonatologiche. Come mai percentuali così alte? Perché quella pediatrica è una fascia di popolazione ristretta (come anche le donne in gravidanza, o i neonati prematuri), per cui sono pochi i farmaci creati ad hoc solo per essa. E analogamente, per ragioni etiche, statistiche e commerciali, sono pochi gli studi clinici dedicati all'impiego di farmaci in questa età”.
La Sifo sottolinea, comunque, che utilizzare una terapia in modalità off-label, quindi al di fuori dalle indicazioni terapeutiche ufficiali, “non è sinonimo di comportamento 'azzardato'. Quasi sempre, i farmaci vengono impiegati a fronte di una consolidata evidenza clinica, riconosciuta negli anni da fonti scientifiche accreditate. Nonostante questo, però, si continua a parlare di 'off-label' per ragioni formali, ad esempio perché non si è ancora provveduto ad aggiornare la scheda tecnica del farmaco e le indicazioni non sono state allargate anche alla popolazione pediatrica”.
“Le leggi che regolano l'utilizzo di farmaci off label – osserva la Sifo – sono ancora molto stringenti in Italia e spesso medici e farmacisti si trovano di fronte a dei veri e propri vicoli ciechi, anche avendo dalla propria una letteratura scientifica consolidata (Evidence Based Medicine). E molto spesso questo si intreccia anche ad un aspetto di spesa e sostenibilità, per le strutture ospedaliere coinvolte nella gestione di questi casi. Che fare di fronte a questi 'dilemmi'? Curare un bambino o non curarlo?”.
Per la Sifo, allora, uno degli aspetti prioritari legati all'utilizzo off-label di medicinali in ambito pediatrico è “la catalogazione delle reazioni avverse, che sono potenzialmente più frequenti di quanto non avvenga quando i farmaci vengono impiegati secondo le indicazioni autorizzate. Questo è dovuto al fatto che il processo di raccolta delle informazioni, nell'off-label, non è ancora ben definito e ad oggi si basa quasi esclusivamente sulle segnalazioni spontanee”. Dal congresso Sifo arriva quindi la proposta di “implementare il sistema di controllo e valutazione delle prescrizioni off-label in pediatria, potenziandolo, creando una banca dati approfondita”.
“Creare un database aggiornato delle prescrizioni off-label con il coinvolgimento di tutti i centri pediatrici italiani permetterebbe di raccogliere una notevole documentazione e un aggiornamento in tempo reale sulla sicurezza di impiego ed efficacia dei medicinali in ogni fascia d'età”, afferma Davide Zanon, coordinatore Galenica clinica SifoO e moderatore della sessione dedicata alla pediatria.
“L’utilizzo di farmaci off label prevede un’assunzione di responsabilità specifica da parte del medico prescrittore, attraverso la compilazione di una richiesta motivata. La sessione intende portare l’attenzione delle istituzioni e delle aziende farmaceutiche una problematica che rischia altrimenti di rimanere un problema a carico del medico che prescrive, del farmacista che allestisce la terapia e, in ultima analisi, dei piccoli pazienti che necessitano di cure” afferma Maria Grazia Cattaneo, presidente del Congresso.
02 Dicembre 2016
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