Calderini: “Occorre maggiore training per l’anestesia pediatrica”
Perché l’anestesia nei bambini è più pericolosa?
I bambini hanno caratteristiche fisiologiche che variano in funzione dell’età e che differiscono sostanzialmente da quelle dell’adulto (aumentate richieste e minor riserva di ossigeno, maggiore incidenza di laringospasmo, minor compenso cardiocircolatorio) e una diversa composizione dei liquidi corporei che condiziona una diversa risposta ai farmaci. Inoltre le ridotte dimensioni corporee rendono più complicate le manovre proprie dell’anestesia (incanulamento dei vasi, ventilazione in maschera, ecc) e richiedono quindi delle abilità tecniche (manual skill) che possono essere acquisite solo con una pratica continua e non sporadica. La letteratura dimostra che i bambini sottoposti ad anestesia hanno un aumentato rischio perioperatorio sia in termini di morbidità che mortalità rispetto ai pazienti adulti. Un’ insufficiente condotta anestesiologica è stata riconosciuta tra le cause più importanti nella genesi delle complicanze perioperatorie più gravi (arresto cardiaco, coma, disturbi neurocognitivi) (Morray et al; Mc Cann et al).
In quali ospedali dovrebbero essere indirizzati i bambini che necessitano un intervento chirurgico?
La popolazione pediatrica che va incontro ad intervento chirurgico (e quindi anestesia) è troppo bassa per mantenere sufficienti abilità tecniche per tutti gli anestesisti in tutti gli ospedali. La letteratura dimostra un incremento di cinque volte nelle complicanze perioperatorie totali (gravi e non gravi) con anestesisti inesperti (< 100 anestesie/anno) rispetto a quelli più esperti (> 200 anestesie/anno) (Tiret). E’ quindi indispensabile una centralizzazione delle cure pediatriche in ospedali di riferimento che in Italia, salvo rare eccezioni, non è stata attuata. Nella maggior parte delle regioni i bambini vengono operati in ospedali periferici con attività pediatrica saltuaria o in grandi ospedali delle metropoli senza organizzazione specifica pediatrica.
In concreto, quali misure potrebbero essere attuate per ridurre queste complicanze?
La riorganizzazione della rete di assistenza pediatrica rappresenta il primo punto nella lista dei possibili correttivi. Ogni regione dovrebbe identificare uno (o più) ospedali pediatrici di riferimento cui riferire i pazienti più complessi (per patologia o età) (Hub) e una serie di ospedali satelliti strettamente interconnessi (spoke) per il trattamento dei casi meno complicati. Gli ospedali con vocazione pediatrica dovrebbero ricoverare almeno 1000-1500 bambini chirurgici di età inferiore ai 10 anni ed ogni anestesista dovrebbe effettuare un minimo di 200-300 anestesie pediatriche per anno. E’ necessario inoltre intervenire sulla formazione degli anestesisti. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito l’anestesia pediatrica (con la cardio e la neuroanestesia) è considerata una subspecialità e richiede un training formativo supplementare dopo la specializzazione e una ricertificazione ad intervalli regolari. Viceversa in Italia, una volta acquisita la specialità, è previsto che l’anestesista possa trattare tutti i pazienti dal neonato al grande anziano e non c’ è alcun sistema di “”rivalidazione”” delle competenze teoriche e pratiche. L’acquisizione di competenze specifiche consentirebbe inoltre di stabilire più correttamente il momento più opportuno per effettuare l’intervento limitando il più possibile le procedure chirurgiche/anestesiologiche nei primi anni di vita. E’ infine compito delle Società Scientifiche promuovere attività culturali a sostegno della competenze dei propri affiliati. E’ proprio di questi giorni l’avvio di una interessantissima campagna di sensibilizzazione in Europa sulla anestesia pediatrica presentata al recente congresso della European Society of Anesthesia a Berlino. L’obiettivo dell’ iniziativa è duplice: da una parte identificare i fattori di rischio e le cause che generano le gravi complicanze associate alla anestesia pediatrica e dall’altra fornire agli operatori ed alle Istituzioni i suggerimenti utili alla corretta pratica del trattamento anestesiologico.
Ufficio stampa Siaarti
15 Ottobre 2015
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Faccio il medico di Medicina Generale e mi piace. Allora perché dico ai giovani di non farlo?

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Medicina generale. L’Emilia-Romagna frena sulla riforma Schillaci. Il presidente De Pascale: “Così si rischia di mettere in crisi il sistema”

La Svizzera è vicina: qualche riflessione oltre alla comprensibile indignazione per le fatture che ci ha mandato

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Decreto Pnrr. Sì alla fiducia alla Camera. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 72 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci