Compagnone (Ala-Sc): “Importante primo passo”
"Ormai da tempo – ha aggiunto – si è diffuso nell'opinione pubblica un senso di diffidenza nei confronti degli operatori sanitari nell'errata convinzione che la medicina sia onnipotente, una scienza esatta, cosa non vera perché pur sempre esercitata da uomini. Pensare alla scienza medica come infallibile ha portato a considerare ogni eventuale risultato sfavorevole come il frutto di un'inadeguatezza di funzionamento delle strutture assistenziali, il che ha comportato un aumento indiscriminato di azioni di rivalsa. I medici hanno reagito ricorrendo alla medicina difensiva con costi economici non trascurabili e, paradossalmente, il rischio di incorrere in casi di malasanità legati proprio a un atteggiamento di difesa".
Certamente, ha concluso Compagnone, "grande responsabilità hanno avuto i mezzi di informazione, spesso inclini al sensazionalismo: fa più scalpore una notizia di malasanità rispetto alle migliaia di storie di dedizione di medici che ogni giorno aiutano i pazienti e salvano vite umane. Un pericoloso circolo vizioso che ha inclinato il fondamentale rapporto fiduciario tra medico e paziente. Era dunque necessario che il Parlamento affrontasse il problema. Qualcuno valuta questo provvedimento un risultato storico. Noi, più prudentemente, pensiamo si tratti di un buon inizio, di una buona legge che andrà monitorata e testata, anche se sicuramente si poteva fare di più".
11 Gennaio 2017
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