Conti (SIUrO): “Imperativo è fare prevenzione e informazione. Già nelle scuole”
Insomma, i dati che sembrano così allarmanti, soprattutto nei giovani, potrebbero nascondere delle buone notizie. “Se è vero che l’incidenza è in crescita – ci ha rassicurato ancora Conti – è anche vero che di tutti i tumori alla prostata che vengono oggi scoperti in Italia più della metà sono a basso rischio, e addirittura un quarto hanno un grado di pericolosità talmente basso che possono essere sottoposti a sorveglianza attiva senza necessità di intervento chirurgico, o altri trattamenti”. Ma non solo: in più, infatti, aggiunge il medico, “in Italia abbiamo una delle mortalità più basse al mondo, rispetto a questo tipo di carcinoma”.
Insomma il quadro è meno terribile di quello che potrebbe apparire a prima vista. E soprattutto, spiega dalla sede del Congresso, proprio a seguito della Conferenza stampa di lancio, potrebbero migliorare. Come? Facendo prevenzione e informazione, fin dalla più tenera età. “Aspetti importantissimi”, ha spiegato Conti. “Il primo fattore di prevenzione è sicuramente l’igiene, sia a livello personale che a quello sessuale. Abbiamo capito che i cosiddetti rapporti a rischio possono essere un pericolo anche per il cancro, nel caso di pene e testicoli. Ad esempio l’Hpv, il Papilloma virus umano che è sessualmente trasmissibile e che può portare al cancro alla cervice uterina, se attecchisce nell’uretra maschile può essere fattore di rischio per il tumore anche negli uomini”. La soluzione, spiegano gli esperti, è semplicemente l’igiene personale. “Il riscontro lo abbiamo con il dato dei paesi arabi e di Israele, dove l’incidenza di questi carcinomi è veramente bassissima”, ha spiegato. “Questo dipende dal fatto che in questi paesi è più diffusa la circoncisione, che permette una pulizia più semplice dell’organo riproduttivo maschile”.
Chiaramente, una corretta pulizia può essere fatta a prescindere dalla circoncisione. “Basta insegnare ai bambini da subito, appena non sono più mamma e papà a lavarli, come pulirsi bene, e asciugarsi”, ha continuato Conti. “È un lavoro di informazione che bisognerebbe fare anche nelle scuole, come forma di prevenzione”. Un iniziativa che il medico incoraggia con forza, perché potrebbe aiutare a far diminuire quelle percentuali di incidenza che sembrano ancora tanto alte. “L’unico modo per fare prevenzione – ha concluso l’incoming president SIUrO – è quello di insegnare l’igiene in età scolare. Se vogliamo far capire ad un uomo come deve pulire i suoi organi genitali, è meglio spiegarglielo a 13 anni, piuttosto che a 30”.
13 Giugno 2012
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