Cos’è la fibrillazione atriale?
Il rischio di FA aumenta con l’età e colpisce mediamente l’1% degli adulti in tutto il mondo. Una persona su quattro di più di 45 anni ne soffre mentre è molto raro riscontrare la patologia nei bambini. Se i sintomi più comuni della patologia sono in alcuni casi difficili da identificare, in quanto considerati molto comuni (e per questo troppo spesso sottovalutati) – tra questi ad esempio palpitazioni, vertigini, dolore al torace, affanno e facile stancabilità – la presenza pregressa di alcune patologie rappresenta un rischio elevato in termini di esposizione ad essa. Tra queste in particolare figurano:
• L’ipertensione
• L’obesità
• Il diabete
• L’ipertiroidismo
• L’eccessivo consumo di bevande alcoliche
La fibrillazione atriale può incidere in maniera molto negativa sulla qualità di vita delle persone, compromettendone il benessere psicofisico attraverso stati d’ansia che tendono a peggiorare nel tempo e che possono portare a stati depressivi, abulia e irritabilità anche nella gestione di situazioni che comportano un minimo sforzo fisico o emotivo, così come circostanze attinenti al tempo libero, quali ad esempio i viaggi. Ad aggravare ulteriormente la complessità di questo scenario è, come detto, la natura asintomatica della patologia, aspetto che contribuisce a tardare una diagnosi tempestiva e dunque l’individuazione di un adeguato trattamento clinico.
24 Giugno 2013
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