Costantino (Sinpia): “Legge nazionale sull’autismo è un punto di partenza, ma per garantire le cure necessario facilitare la messa in pratica dei Lea”
L’approvazione della prima legge nazionale sull’autismo nell’agosto scorso ha rappresentato un segno di attenzione crescente verso queste problematiche, esortando le istituzioni ad adottare una visione ampia (sanitaria, sociale e educativa) e coordinata degli interventi per l’autismo.
E’ di ieri l’annuncio dello stanziamento da parte del Ministro Lorenzin di 50 milioni di euro destinati a coprire le spese delle prestazioni sanitarie incluse nei LEA per lo spettro autistico. “Un’ottima notizia – afferma Antonella Costantino, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SINPIA) – che pone rimedio ad uno dei punti critici nella legge sull’autismo, che non prevedeva risorse economiche. Tuttavia finanziare i LEA non è sufficiente: servono provvedimenti concreti per facilitare il funzionamento dei servizi esistenti. Ed è una critica che muove dal primo ente scientifico e operativo che si sia attivato per evidenziare nel mondo scientifico e dei servizi per l’infanzia carenze, distorsioni e bisogni inevasi, già a partire dal 2004 con la pubblicazione delle prime linee guida italiane e con la successiva partecipazione al Tavolo di Lavoro Autismo del Ministero della Salute nel 2008”.
"In Italia – sottolinea la Sinpia – circa 100 mila bambini e adolescenti hanno ricevuto una diagnosi di autismo: un bambino su 100, con una frequenza 4 volte più alta fra i maschi".
Da tempo la SINPIA segnala carenze, frammentazioni e ritardi nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA), presenti tuttora in parecchi territori regionali, ed in particolare le criticità nella rete degli interventi per l’autismo, evidenziate anche nell’audizione del 13 febbraio 2014 della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha poi elaborato la legge.
Un altro punto che la SINPIA non ritiene affrontato con sufficiente attenzione dalla legge riguarda la diagnosi precoce, che insieme a terapie appropriate e altrettanto precoci può modificare significativamente le capacità e la qualità della vita del paziente e dell’intero nucleo familiare.
“Sebbene incluso nei LEA – sottolinea Costantino -, il percorso diagnostico necessita di provvedimenti che ne rendano possibile la tempestività, e che la legge non prevede. Sarebbe inoltre opportuno considerare lo spettro autistico all’interno di un gruppo più vasto di problematiche comprendente disabilità intellettiva, disturbi del linguaggio e della comunicazione, disturbi specifici dell’apprendimento e disturbo dell’attenzione”.
“Non a caso il DSM-5 – conclude la presidente SINPIA – colloca lo spettro autistico nel gruppo più complessivo delle disabilità evolutive. Ecco perché è auspicabile che gli interventi per l’autismo siano inseriti in un organico impegno a sostegno dei servizi di NPIA”.
Lorenzo Proia
01 Aprile 2016
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