Critica la comunicazione medico-paziente. Un tavolo tecnico per migliorarla
La Favo, in particolare, chiede che rappresentanti del ministero della Ricerca Scientifica, del Consiglio Universitario Nazionale, delle Direzioni delle Scuole di Specializzazione, dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), della Sripo (Società Italiana di Psico-Oncologia) e della Favo si riuniscano per definire percorsi formativi uniformi per i camici bianchi su un tema estremamente delicato.
Per valutare e per stimolare la formazione alla comunicazione l’Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici ha condotto un’indagine conoscitiva sul “se” e sul “come” sia trattato il tema della comunicazione medico-paziente nelle Scuole di Specializzazione in Oncologia Medica (hanno risposto 29 strutture su 34). Da circa 3 anni (con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento) la formazione alla comunicazione rappresenta un obbligo didattico. La maggior parte delle Scuole (15) intende attivare corsi specifici dal terzo anno in poi, dopo il tronco comune con la medicina interna, e dichiara di volersi avvalere come docenti non solo di oncologi medici ma anche di psicologi interni alla facoltà o esterni come professori a contratto.
Tutti i Direttori ritengono che la tematica sia particolarmente rilevante e le modalità di insegnamento più utilizzate sono lezioni frontali e seminari. Ma è ancora forte la disparità di percorsi formativi, che vanno armonizzati sul territorio nazionale.
“La comunicazione – afferma De Lorenzo – rappresenta non solo un obbligo deontologico, ma anche un atto medico specifico per l’oncologia, sia in fase terapeutica che terminale. Vogliamo attivare un percorso che realizzi quanto stabilito dal Piano Oncologico Nazionale. Questo documento infatti ha stabilito che i percorsi formativi per gli operatori devono comprendere momenti dedicati alla comunicazione medico-paziente, fondamentale per effettuare una valutazione completa ed accurata dei sintomi, per trasmettere al malato informazioni cliniche chiare e personalizzate e per supportarlo emotivamente in modo appropriato. E – conclude il presidente Favo – è dimostrato che una buona comunicazione influisce positivamente sull’adesione ai trattamenti, sul controllo del dolore e migliora il benessere fisico e psicologico del paziente”.
12 Maggio 2011
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale

Codice della strada. Anestesisti-rianimatori chiedono la riconvocazione del tavolo tecnico sul nuovo articolo 187

Decreto Pnrr. Ok con fiducia dal Senato, il testo è legge. Precari stabilizzati, medici di famiglia fino a 73 anni, cantieri sbloccati e farmaci più veloci

Demografia. Ue verso il declino: -11,7% entro il 2100. Per l'Italia il calo sarà del 24%. All'inizio del nuovo secolo saremo appena 44,7 milioni

La versione di un pensionato

Meloni: “Sulla sanità rivendico l’azione del Governo. Su liste d’attesa tempi ancora troppo lunghi ma alle Regioni dico: facciamo squadra”

Infanzia e alimentazione. La Norvegia vieta la commercializzazione di cibi e bevande non salutari

Farmaci. Ecco come la guerra in Medio Oriente potrebbe trasformarsi da una crisi di approvvigionamento in una emergenza globale

La guerra in Medio Oriente ferma un terzo della produzione mondiale di elio. Ecco come le risonanze magnetiche rischiano di spegnersi

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale