D’Amato (Azione): “Con la riforma l’effetto sarà la fuga dei giovani”
“L’effetto dell’annunciato decreto-legge Schillaci, sul riordino dell’assistenza primaria, sarà la fuga dei giovani medici dall’assistenza di base, già oggi in difficoltà. Riforme di tale portata vanno fatte coinvolgendo le categorie e non contro. Concentrarsi sul rapporto giuridico di lavoro è un tema non decisivo il rischio è che cambiando i fattori il risultato sarà peggiore. Oggi il tema rilevante di fronte a una popolazione che invecchia e all’aumento dei bisogni di salute deve essere un forte investimento formativo sulle nuove generazioni di medici. La formazione oggi avviene come quarant’anni fa, mentre il mondo è cambiato. Non si insegna nulla su intelligenza artificiale, su telemedicina, su medicina personalizzata e medicina del territorio. Non vi è quella necessaria trasversalità tra le discipline resasi evidente durante la pandemia. Pensare di adottare un provvedimento di natura coercitiva rischia di fare implodere il sistema. Pensare che la soluzione di fronte alle enormi sfide dell’innovazione e della tecnologia sia esclusivamente un tema di rapporto giuridico è fuorviante. Il tema non è la natura del contratto ma è la risposta ai crescenti bisogni di salute che oggi non vengono soddisfatti dal Sistema Sanitario Nazionale, visto il peso crescente della spesa privata a carico delle famiglie, che ormai rappresenta un terzo dell’intera spesa nazionale. Va aperta una grande discussione nel Paese sul futuro del Sistema Sanitario e su un tetto minimo costituzionale di finanziamento al pari di quella che ci fu negli anni sessanta e settanta, prima con il ministro socialista Luigi Mariotti e poi con la ministra democristiana Tina Anselmi”. Lo ha dichiarato l’ex Assessore alla Sanità della Regione Lazio e oggi consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato.
24 Aprile 2026
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