D’Ambrosio Lettieri (CoR): “Necessario riferimento a edifici sanitari e socio-assistenziali. Bene approvazione emendamento e ordine del giorno Mandelli”
“Il primo punto, oggetto di una unanime valutazione positiva della 12^ Commissione Sanità – continua il senatore – è relativo alla necessità di armonizzare l’art 5 e l’art 14 del decreto, laddove occorre inserire uno specifico riferimento alla ricostruzione degli edifici che attengono alle attività sanitarie e socio sanitarie assistenziali. Nell’art. 14 non ve ne è traccia, anzi l'attività di ricostruzione riferita all'ambito pubblico è generica, poiché non fa un riferimento specifico a quella parte di ricostruzioni attinenti a un comparto, quello sanitario, che è particolarmente rilevante”.
“Il secondo punto riguarda il monitoraggio dello stato di salute delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche – rileva – con la conseguente valutazione economica del danno e lo stanziamento, con vincolo di destinazione, di adeguate risorse economiche”.
L’ultimo si riferisce al sub emendamento 1.1000/19 che il governo ha ritenuto di non condividere. “Con esso – spiega d’Ambrosio Lettieri – intendevo chiedere che nei Paesi che sono stati sostanzialmente evacuati per motivi di sicurezza, quelli nei quali la migrazione della popolazione è destinata a diventare permanente ed irreversibile (Arquata del Tronto, per citare un paese tra tutti), e nei quali la densità di popolazione non consente più la sopravvivenza, ad esempio, di una farmacia, vi sia la possibilità che venga espressamente prevista, in deroga alle vigenti disposizioni di legge, in particolare all'articolo 5 della legge n. 362 del 1991 relativamente al decentramento, la possibilità di un trasferimento oltre i confini del Comune.
Il Governo e il relatore hanno espresso parere contrario dicendo che l'obiettivo del mio emendamento si pone in contrasto con la necessità di mantenere, ove sia possibile, all'interno del Comune tutti i servizi fondamentali”.
“Non v'è dubbio che sia ragionevole e condivisibile la posizione del Governo – conclude il senatore – ma naturalmente l'emendamento da me proposto si riferisce a casi assolutamente particolari e nei quali la presenza di un servizio di pubblica utilità quale è quello di farmacia – che, peraltro, come si sa, opera in regime concessorio su iniziativa privata – possa permanere allorquando c'è la popolazione. Ma se la popolazione non c'è più dobbiamo garantire le condizioni affinché l'esercizio di farmacia possa continuare a svolgere la sua attività, evidentemente anche oltre quel Comune che si è depauperato di popolazione, ovviamente garantendo alla residua, minima, popolazione rimasta nel Comune al quale ci riferiamo il servizio di farmacia attraverso l'istituzione di un dispensario. Affido, dunque, alle determinazioni che governo e relatore vorranno assumere, in questo o in altri provvedimenti, queste mie riflessioni, riservandomi naturalmente a mia volta di avanzare proposte successive a questo Dl”.
23 Novembre 2016
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