Dispositivi Medici. La banca dati Eudamed sotto la lente degli ingegneri clinici
Il MDR ha “fissato standard elevati di qualità e sicurezza dei dispositivi medici al fine di rispondere alle esigenze comuni di sicurezza relative a tali prodotti” ed ha creato la Banca dati europea dei dispositivi medici (Eudamed) considerato strumento centrale per l'integrazione e la verifica dei diversi prodotti e sistemi. “Purtroppo ad oggi molti tasselli della norma sono ancora in via di definizione”, ha dichiarato Stefano Bergamasco, coordinatore del Centro Studi Aiic e moderatore delle sessioni convegnistiche sul Nuovo Regolamento, “l'aspetto più rilevante a nostro avviso è proprio che la nuova banca dati Eudamed, che diventerà il repository europeo ufficiale del comparto dispositivi medici, ha attivato solo i primi moduli applicativi e la sua fruizione da parte degli attori del sistema è ancora su base volontaria. Ciò significa che il processo di registrazione di tutti i medical devices – come prevedibile, vista la sua complessità – non è assolutamente immediato. Anzi: abbiamo ormai compreso che ci vorranno alcuni anni perché Eudamed sia completamente operativa e obbligatoria. Questo introduce un vulnus nell’architettura complessiva del Regolamento e del sistema di verifica in quanto proprio la banca dati è il tassello fondamentale di tutto il sistema di registrazione, conformità, vigilanza e sorveglianza”.
E nel frattempo? Il Regolamento è ormai in vigore: come si sta “comportando” il sistema dei produttori, dei professionisti, delle agenzie nazionali di controllo? “Credo che tutti siamo ben consapevoli della delicatezza di questo periodo di passaggio”, commenta Bergamasco, “Come ingegneri clinici stiamo svolgendo, anche tramite la nostra Associazione, attività formative con diverse proposte – non solo dentro al nostro 21° Convegno – per sviluppare cultura professionale sugli aspetti più critici e d’impatto del MDR 745/2017 sull’ingegneria clinica. Stiamo producendo aggiornamenti anche in collaborazione con gli stakeholder più rilevanti come la Commissione Europea, che era presente nelle nostre sessioni convegnistiche, Ministero della Salute ed Associazioni di categoria. Sappiamo che ci troviamo di fronte a novità rilevanti, stimolanti e delicate, ma siamo pronti come ingegneri clinici a dialogare con gli altri stakeholder sui molti aspetti presenti nel Regolamento ancora in via di definizione”.
15 Novembre 2021
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