Ecco le raccomandazioni della Società italiana della medicina di emergenza-urgenza
"Mi sento perciò di fare alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai pazienti e ai loro accompagnatori:
– Non recarsi nei Pronto Soccorso Ospedalieri alla comparsa di semplici sintomi influenzali, quali febbre, tosse, dolori osteoarticolari, ma in presenza di questi sintomi rivolgersi in prima istanza al proprio Medico di famiglia che valutando la situazione clinica, e eventuali patologie concomitanti, potrà stabilire la eventuale necessità del ricovero ospedaliero.
– Ridurre al minimo i contatti con potenziali affetti da Coronavirus, visto la promiscuità delle sale d’attesa dei Pronto Soccorso, e la rarità di sale d’attesa separate.
– Il personale tutto dei Pronto Soccorso è in grado di porre in essere dei percorsi alternativi per i pazienti ai quali, all’atto del triage, sia sorto anche il minimo sospetto di una patologia potenzialmente trasmissibile".
31 Gennaio 2020
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Medici. Via libera agli specializzandi per discipline equipollenti. Anaao Giovani: “Un passo avanti”

Direttori generali: non basta cambiare chi sceglie, occorre ripensare il mandato

Case di Comunità: Mmg e Collaboratore di Studio integrati per una Nuova Governance Territoriale

Al via la revisione del Prontuario farmaceutico: gli Omega 3 verso la fascia C, risparmio da 120 milioni

La Lombardia anticipa al 1° settembre la campagna gratuita di immunizzazione anti-VRS per tutti i neonati

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Tumore della prostata: siamo pronti per uno screening con RM senza mezzo di contrasto?

Psoriasi a placche. Biosimilare di infliximab efficace e sicuro quanto l'originator

Acque trattate in bar e ristoranti. Nas: irregolarità nel 54% dei controlli. Sanzioni per 175mila euro