Egidi (MSF): “In Africa i morsi sono frequentissimi e colpiscono soprattuto i bambini. Senza antidoto in molti a rischio”
“Il problema è molto forte in Africa dove esiste una varietà di specie molto elevata e dove le persone colpite, soprattutto bambini, abitano prevalentemente in aree rurali e non hanno strutture ospedaliere vicine – spiega –. Sono stata in Repubblica Centrafricana e c’era un caso ogni settimana. Anche noi operatori dobbiamo prestare molta attenzione”.
Il punto è che con la fine della produzione dell’antidoto Fav-Afrique “verrebbe a mancare l’unico prodotto in grado di trattare varie tipologie di veleni e questo fattore è di estrema importanza perché consente di salvare ad evitare danni permanenti e vite. Esistono antidoti per il trattamento di singoli veleni da serpente ma non sempre sono disponibili e non sempre le persone o il personale è in grado di identificare immediatamente la specie con cui il paziente è entrato in contatto”.
Altra questione sono poi i tempi lunghi per l’approvazione di nuovo antidoti. “Esistono aziende che producono sieri ma c’è il problema della qualità dei prodotti. Per avere un siero sicuro ed efficace ci vuole molto tempo. I rischi in molti trattamenti sono le reazioni anafilattiche. Ribadisco, siamo preoccupati, anche e soprattutto che a livello internazionale, anche l'Oms, non abbia ancora preso seriamente coscienza del problema”.
09 Settembre 2015
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