FARMINDUSTRIA: “Tagli al farmaco inaccettabili. Governo rifiuti proposta Regioni”
“Se fosse vero – dice Farmindustria – sarebbe la solita storia dell’industria farmaceutica utilizzata come bancomat, con la riproposizione di vecchie logiche, del tutto incompatibili con la necessità di cambiare passo. E attente solo ai risparmi e non alla salvaguardia di un’industria che era ed è ancora una leva strategica di crescita per il Paese”.
Per questo gli industriali farmaceutici chiedono al Governo “di rifiutare la proposta, continuando con le sue politiche di stabilità alle quali le imprese del farmaco hanno risposto con una maggiore occupazione, con l’attrazione di importanti investimenti dall’estero e l’assunzione di 1.600 giovani solo negli ultimi 10 mesi”.
“Le Regioni – prosegue la nota – sembrano dimenticare quanto, di volta in volta, hanno sostenuto su iniziativa di Presidenti di territori ad alta presenza farmaceutica anche attraverso atti pubblici e il lancio di cluster, proprio perché consapevoli dell’importanza di aziende hi tech che investono in produzione e Ricerca, dando lavoro qualificato a laureati e diplomati in tutt’Italia”.
Il paradosso secondo le aziende farmaceutiche è che “la richiesta viene a distanza di una settimana dalla riapertura del Tavolo sulla farmaceutica del Ministero dello Sviluppo Economico. Che ha nuovamente fatto emergere la necessità di maggiori risorse per la spesa farmaceutica per garantire ai cittadini i nuovi farmaci per gravi patologie che saranno disponibili a breve”.
“Non vogliamo credere che si chieda un nuovo taglio ai medicinali – sottolineano ancora in Farmindustria – proprio quando il Governo lancia a Davos il video “The Extraordinary Commonplace” in cui, per sfatare i luoghi comuni sull’Italia, cita in esplicito il valore dell’industria farmaceutica”.
“Le imprese già pagano centinaia di milioni di euro all’anno per i ripiani della spesa farmaceutica. Se passasse la proposta delle Regioni – concludono gli industriali – sarebbe assolutamente impossibile per l’industria mantenere gli investimenti e convincere le case madri della credibilità dell’Italia. E a perderci, oltre alle aziende, sarebbero i cittadini e l’intero Paese. E noi non vogliamo che questo accada. Ci appelliamo quindi al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi perché intervenga immediatamente”.
28 Gennaio 2015
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Rette RSA e Alzheimer, cade lo scudo dei contratti privatistici: nulla la retta anche prima della presa in carico dell’ASL

Medici di famiglia. Bertolaso (Lombardia): “L'accordo per la loro presenza nelle Case della Comunità è un pannicello caldo”

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione