Fassid: “Non condiviamo la preintesa, ecco perché non abbiamo firmato”
“Il 18 novembre è stata sottoscritta la preintesa del CCNL 2022-2024 da quasi tutte le OO.SS. presenti al tavolo con l’impegno, da parte dell’ARAN, di iniziare a breve la contrattazione per il triennio 2025-2027. FASSID non ha firmato l’accordo per le ragioni di seguito rappresentate. Le risorse messe in campo sono da principio insufficienti per compensare la spinta inflazionistica del triennio, coesistono condizioni di lavoro che avrebbero dovuto essere oggetto di correttivo normativo e non sono state minimamente scalfite, con particolare riferimento alla complessità applicativa dell’art. 27 c. 3 e alla destinazione dei pochi incrementi sul tabellare, come richiesto ripetutamente, a salvaguardia del TFR, invece che sul trattamento accessorio. A ciò si aggiunga il grave e immotivato rifiuto alle diverse proposte volte a ridurre l’inaccettabile sperequazione tra l’indennità di specificità medica e sanitaria, che penalizza i dirigenti sanitari che lavorano fianco a fianco con i medici per il raggiungimento delle finalità comuni della salute pubblica. La poliedricità del SSN deve necessariamente avvalersi di un sistema multidisciplinare finalizzato a rendere sempre più efficace l’assistenza sanitaria per tutelare, tra l’altro, una popolazione sempre più anziana che ha bisogno di diverse e più articolate forme di assistenza (dalla diagnostica alla terapia farmacologica e psicologica). Queste diverse e complesse forme di assistenza si possono realizzare solo ed esclusivamente attraverso il contributo di biologi, chimici, farmacisti, fisici e psicologi che sono chiamati a collaborare con i clinici a livelli sempre più crescenti per ottenere i migliori esiti possibili. Non è quindi accettabile una sperequazione che, nelle fasce centrali di anzianità di servizio tra i 5 e i 15 anni, supera i 13000 euro annui. Né tantomeno si può accettare che l’indennità di specificità riconosciuta ai dirigenti sanitari “non medici” sia inferiore a quella infermieristica aumentando, di conseguenza, la forbice con la dirigenza medica! Ci chiediamo, a questo punto, quale fretta ci fosse, da parte del tavolo negoziale, ad accelerare la chiusura della contrattazione, visto che si era in attesa di un segnale da parte del Governo, impegnato ad individuare (attraverso un apposito emendamento promesso in sede ministeriale da inserire nella prossima finanziaria da varare) i fondi utili a colmare queste mancanze di risorse. Non è stata nemmeno colta l’occasione, utile e necessaria, per cercare di rendere esigibile il CCNL a livello aziendale anche attraverso una migliore definizione di alcuni articoli di difficile interpretazione e/o applicazione. Ciò consente a molte amministrazioni di rinviare l’applicazione del CCNL (che, ricordiamo sempre, rappresenta “un obbligo per le parti”) a livello locale. In definitiva FASSID continuerà a chiedere con forza un contratto adeguatamente finanziato, giusto ed equilibrato che preveda un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro di tutti i dirigenti dell’Area sanità e la necessaria perequazione economica tra dirigenti di pari qualifica che consenta la realizzazione di una assistenza sempre più efficace per venire incontro alle esigenze dei cittadini assicurando quella certezza di qualità assistenziale che un sistema di welfare, degno di questo nome, deve garantire!”. È quanto afferma in una nota Roberta Di Turi (Coordinatore Nazionale FASSID).
18 Novembre 2025
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