FederFarDis: “Noi farmacisti che operiamo in parafarmacia offesi da Coletto”
Certamente male informato in riferimento alla diatriba tra i farmacisti delle farmacie e quelli delle parafarmacie, al decimo minuto dell'intervista a domanda sorniona su dove debba andare secondo lui la fascia C, ovvero i farmaci con obbligo di prescrizione medica, il Sottosegretario Coletto, garante della salute dei cittadini italiani, salute che passa anche attraverso il livello di affidabilità delle informazioni veicolate al cittadino, risponde:
“I farmaci devono essere gestiti solo in farmacia, perché vanno gestiti da un professionista. Chicchessia che debba assumere un farmaco deve avere a disposizione una farmacia ed un farmacista che gli spieghi a cosa serve quel farmaco.”
Come cittadino prima e come professionista che opera fuori il canale farmacia dopo, non mi sento affatto tutelato da queste affermazioni, le quali fanno passare un'informazione errata e cioè: fuori dalla farmacia, in parafarmacia, non è presente un eguale professionista della salute (che al contrario deve essere presente per legge), un farmacista laureato e abilitato al pari di quello presente in farmacia, equivoco che credevamo risolto ormai da tempo ma che invece prendiamo atto viene nuovamente diffuso.
Come farmacista e piccolo imprenditore titolare di parafarmacia sono offeso, come migliaia di colleghi in tutta Italia, dal messaggio lanciato oggi dal Sottosegretario Coletto, al quale vorrei ricordare in breve la storia che ha portato migliaia di farmacisti ad investire fuori le mura della farmacia, proprio su se stessi e la loro professione.
Nell'ormai lontano 2006 in un "inusuale" slancio di rinnovamento (inusuale poiché la storia racconta che il rinnovamento, specie nell'ultimo ventennio, non è stato e continua a non essere nelle corde di tutti gli schieramenti politici), il Governo di allora istituì la Parafarmacia con l'intento di abbandonare la logica centenaria del regime monopolistico e di consentire ad ogni farmacista di esercitare liberamente la professione.
L'esperienza iniziò con la dispensazione in Parafarmacia dei soli farmaci senza obbligo di prescrizione medica ma sempre quel Governo aveva in agenda il completamento del processo che avrebbe consentito la dispensazione da parte del farmacista in parafarmacia anche dei farmaci con obbligo di prescrizione.
Le vicende politiche fecero sì che quel Governo non completasse il suo mandato e così in quella legislatura il progetto di riforma non fu portato a termine.
Inviteremo a breve il Sottosegretario Coletto agli Stati Generali delle Parafarmacie Italiane, in cui vorremmo avesse la possibilità di incontrare i farmacisti che operano nelle migliaia di parafarmacie italiane, al fine di approfondire questa tematica e quindi chiarire l'errore ed eventualmente poi chiedere conto a chi gli ha trasmesso informazioni sbagliate causando questo imbarazzo.
Dr. Paolo Moltoni
Presidenza FederFarDis
20 Febbraio 2019
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