Federsanità: “Serve nuovo racconto del Ssn. Comunicazione e formazione centrali per rapporto di fiducia con cittadini”
“La giornata di oggi è un segnale concreto di quanto il sistema Paese consideri i professionisti che operano nelle strutture sanitarie come qualcosa di prezioso”.
Così Fabrizio d’Alba, Presidente di Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio sanitari che si celebra oggi 12 marzo.
“I dati sulle aggressioni contro il nostro personale raccontano di un trend in preoccupante aumento. Quello della violenza purtroppo è un tema che non è mai uscito dall’agenda, ma abbiamo certamente degli strumenti di tutela in più. La nuova legge, varata dal Parlamento, lo scorso novembre è una risposta importante ad una vera e propria emergenza e, in tal senso, Federsanità ha visto accolte proprio nella legge le richieste di maggior tutela avanzate per conto delle Direzioni strategiche. Dobbiamo altresì evidenziare – aggiunge il Presidente – che sarebbe miope cercare i problemi della violenza agli operatori sanitari solo all’interno delle strutture. Siamo di fronte a un vero e proprio cortocircuito culturale di un Paese in profonda crisi. Occorre investire in comunicazione, soprattutto, per quanto attiene alle strutture, tra personale sanitario e utenti, per ripristinare un clima di fiducia e di rispetto che si è andato perdendo. Serve un nuovo racconto del Servizio sanitario nazionale perché c’è una responsabilità ampia che va oltre il sistema della sanità e richiede risposte assolutamente strutturate.
Come, infatti, abbiamo evidenziato lo scorso gennaio, nell’ambito della terza edizione degli Stati generali della Comunicazione in Sanità, la comunicazione in sanità gioca un ruolo cruciale nel plasmare le percezioni pubbliche, influenzare i comportamenti e promuovere una cultura di prevenzione e benessere. Tuttavia, la crescente diffusione anche di notizie distorte e informazioni incomplete rischiano di generare troppo spesso una narrazione del funzionamento del nostro Ssn spesso imprecisa. Questo può certamente avere come conseguenza un atteggiamento di sfiducia nelle istituzioni sanitarie, cattiva informazione e scelte sbagliate da parte dei cittadini.
Serve una comunicazione che vada oltre la superficie, che sia basata su fatti verificati, trasparenza e un approccio costruttivo che metta al centro la buona sanità, i progressi scientifici, la centralità della salute e valorizzi – ha sottolineato d’Alba – la rete dei professionisti che vi lavorano. Una comunicazione trasparente riguardo ai progressi, ai risultati delle performance ma anche agli ostacoli e alle criticità crea fiducia tra i cittadini ed istituzioni. Questo è fondamentale per stimolare il sostegno e la partecipazione delle comunità in cui operiamo”.
12 Marzo 2025
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