Federspecializzandi: “No a tagli lineari alle scuole di specializzazione”
"Questo taglio, oltre a non essere preceduto da alcuna rivisitazione degli ordinamenti didattici in termini di aggiornamento delle competenze necessarie per conseguire il diploma di specializzazione e di obiettivi formativi attraverso i quali acquisire queste competenze, produrrebbe anche il nefasto effetto di rendere alcuni diplomi di specializzazione non riconoscibili nel resto dei paesi europei, essendo in contrasto con le tempistiche minime contenute all'interno della circolare europea 2005/36/CE – prosegue la nota – Peraltro, dato che i tagli si applicherebbero a partire dall'anno 2015 (ricordiamo che nel 2013 è iniziato, per le scuole di specializzazione, l'anno accademico 2012/2013) e quindi senza alcun risparmio immediato, non si comprende il motivo di un improvviso taglio lineare quando vi sarebbe tutto il tempo per portare avanti, nei prossimi mesi, una seria e rigorosa riforma della formazione specialistica italiana, da applicarsi il prima possibile, che preveda l'identificazione dei profili specialistici realmente utili al Servizio Sanitario Nazionale, la costruzione di percorsi di formazione e di valutazione in grado di consentire un'omogenea acquisizione delle competenze che caratterizzano ogni singolo profilo specialistico e, infine, la rimodulazione della durata dei percorsi di specializzazione in funzione dei suddetti aspetti e della sostenibilità economica del percorso di formazione".
"Occorre sottolineare, infatti, come la decisione di allungare alcuni percorsi formativi a partire dall'anno accademico 2008/2009, oltre ad essere arbitraria, non sia stata attentamente valutata anche in termini di programmazione economica – ha precisato Federspecializzandi – Dimostrazione ne è il fatto che non appena si è incominciato a pagare le borse degli specializzandi entrati nel loro ultimo anno di specializzazione, in quelle scuole il cui percorso era stato allungato, la mancata programmazione economica dei fondi necessari per assolvere a questi pagamenti e la concomitante crisi economica e finanziaria sta costringendo a un dietrofront allo scopo di recuperare risorse da un capitolo di spesa, la formazione, che dovrebbero essere considerata un investimento per il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale e del nostro Paese e invece viene utilizzato come un salvadanaio da cui attingere risorse in un momento di crisi".
In quest'ottica – conclude la nota – chiediamo, il massimo impegno da parte del Governo per reperire, nell'ambito della legge di stabilità, i fondi necessari a finanziare un adeguato numero di contratti di specializzazione rispetto al numero di laureati in medicina e chirurgia, al fine di poter garantire agli aspiranti specializzandi la possibilità di completare il loro percorso di formazione e creare le condizioni necessarie perché possano mettere le competenze sviluppate al servizio del nostro Servizio sanitario nazionale".
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15 Ottobre 2013
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