Fimmg Formazione Nazionale: “Il comma 14 deve essere mantenuto”. Lanciata una petizione
“Il percorso delle attività professionalizzanti in Acn – spiega la Fimmg Formazione Nazionale – ha anche il valore dichiarato di compensare economicamente con il fondo della medicina generale, l'impossibilità di trovare fondi per aumentare l'importo delle borse di studio in mg. Dopo aver più volte chiesto al ministero, senza successo, di aumentare la borsa di studio o almeno di adeguarla al tasso di inflazione, rappresenta l'unico modo per permettere ai medici in formazione di uscire da una situazione in talune realtà di estrema difficoltà. Riteniamo che questa sia la strada giusta per riuscire a creare un percorso professionalizzante di formazione-lavoro nell'area delle cure primarie”.
La Fimmg Formazione Nazionale chiede quindi “che sia valorizzato l'esistente, con percorsi che prevedano programmi con insegnamenti teorici e svolgimento di attività pratiche remunerate in modo aggiuntivo alla borsa, compatibili e integrate in modo coerente nella programmazione didattica. Nel percorso formativo in mg il territorio deve essere al centro, e i tutor e docenti devono essere professionisti che quotidianamente svolgono l'attività di medico di famiglia”.
“Anche in questo senso – prosegue la nota – contestiamo la proposta di unificazione dei percorsi formativi in mg con quelli universitari, ben sapendo che non c'è nessuna possibilità di copertura economica che garantirebbe una parificazione della borsa. La dimostrazione lampante di ciò sta nel fatto che per dare copertura al provvedimento di aumento del numero di borse destinate alla formazione specialistica, da un lato sono stati accorciati i percorsi formativi e dall'altro il concorso, anno dopo anno, è stato fatto slittare di qualche mese con l'obiettivo, sembrerebbe, di risparmiare l'emissione di un bando saltando un anno accademico”.
Per la Fimmg Formazione Nazionale “chi pensa di spostare il percorso formativo per la medicina generale all'università sia la soluzione migliore dimostra di avere una visione miopica della questione, in quanto i docenti universitari non hanno la preparazione adatta per insegnare la medicina generale e i finanziamenti MIUR non sono sufficienti a rendere le borse pari a quelle dei colleghi specializzandi, mantenendo l'attuale numero delle borse stesse. Il percorso formativo in mg, da sempre affidato alle regioni, potrebbe finalmente oggi, con l'introduzione del comma 14 nel Patto per la Salute e il rimando al contratto di categoria per il quale sono in corso le trattative, guadagnare la possibilità di diventare professionalizzante e maggiormente dignitoso per i professionisti che lo scelgono”.
Rispetto ad altre sollecitazioni, la Fimmg Formazione Nazionale spiega di ritenere che “i social network facciano emergere i sentimenti e non le politiche; tuttavia permangono dubbi sulla possibilità che persone, sebbene giovani, che hanno già fatto carriera universitaria e sono oggi più che inserite nella professione, possano realmente rappresentare i bisogni e le necessità dei giovani medici e possano rappresentare interessi in un'area diversa da quella in cui si sono formati e lavorano”.
In conclusione, per il sindacato, cassare il comma 14 e rimandare i provvedimenti a un tavolo tecnico “rappresenta un passo indietro e, pur essendo disponibili al confronto, riteniamo indispensabile il reinserimento del comma 14 nella sua versione originaria”.
08 Luglio 2014
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