Fimmg scrive a Regioni: “Pubblicare il bando o effetto aumento borse sarà annullato”
“Appare evidente – rileva Scotti – che il primo gruppo appartiene ad una procedura consolidata ed è caratterizzata da tempi che prevedono bandi regionali, sintesi dei bandi regionali da pubblicare in Gazzetta Ufficiale, presentazione delle domande, pubblicazione degli aventi diritto e delle commissioni, svolgimento dell’esame, correzione degli elaborati, pubblicazione delle graduatorie di merito/idoneità in via provvisoria, tempi per le possibili contestazioni/ricorsi, pubblicazione delle graduatorie definitive e infine inizio dei corsi, mentre il secondo gruppo appartiene ad una procedura, seppur nuova, caratterizzata solo da domanda dell’interessato corredata da autocertificazione dei titoli posseduti a norma di legge, pubblicazione delle graduatorie di idoneità/anzianità di servizio in via provvisoria, tempi per le possibili contestazioni/ricorsi, pubblicazione delle graduatorie definitive e infine inizio dei corsi”.
“Da tale analisi – sottolinea il leader della Fimmg – risulta chiaro che i due processi coincidano in tempistiche dalla data di esame in poi, ergo ritardare la pubblicazione del bando per l’esame di accesso al C.F.S.M.G. giustificandolo con le necessarie direttive ministeriali, appare solo un motivo per accrescere il ritardo, potendo utilizzare i tempi di processo del primo bando fino all’esame (di norma pubblicazione tra febbraio e marzo e esame a settembre dello stesso anno), ovvero circa sei mesi, per poter produrre tutti i chiarimenti, circolari, direttive, decreti ministeriali che si ritenessero necessari per il secondo bando”.
“Appare a questo punto evidente – precisa – che continuare a ritardare la pubblicazione dei bandi regionali determinerà l’impossibilità di avviare i corsi nel corrente anno, con la conseguenza di aver sostanzialmente saltando un anno dell’accesso formativo senza aver dato realmente risposte all’imbuto formativo post laurea in medicina che mantiene tanti, anzi ormai troppi giovani laureati in medicina, senza le tanto attese e annunciate risposte che quest’anno si limiterebbero solo alle scuole di specialità universitaria cancellando colpevolmente e senza reali giustificazioni, come dimostrato, la formazione in medicina generale. Così gli effetti positivi che l’incremento delle borse avrebbero prodotto saranno sostanzialmente annullate”.
“Riteniamo – conclude – pertanto che, a parte motivazioni che a questo punto vorremmo conoscere o che meglio siano rese pubbliche, non esista alcun dato ostativo alla pubblicazione del bando per l’accesso al concorso che è cosa ben diversa dal bando riservato ai soggetti previsti dal “DL Calabria”, soprattutto in considerazione che il ritardo rappresenta una colpevole omissione rispetto a fondi già assegnati e finalizzati allo scopo alle regioni ma soprattutto rispetto alla mancata risposta ai cittadini che in più parti di questo paese stanno provando sulla loro pelle cosa significa la carenza di medici di famiglia, con perdita del diritto alla prossimità di cura determinato dalla mancanza di medici in possesso del diploma per la Medicina Generale. Auspicando l’intervento immediato di chi avendo ruolo politico non può sottomettersi a dare valore a modelli burocratici che per semplificare i loro processi complicano la vita ai nostri giovani medici, alla medicina generale e prima di tutto ai cittadini di questo paese, invio distinti saluti”.
11 Luglio 2019
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