Fimp: “Integrare in rete studi di pediatri e medici di famiglia”
“La vaccinazione di un bambino – spiega Chiamenti – è un atto sanitario che non può non far parte della professionalità del pediatra di famiglia che dei piccoli pazienti cura ogni aspetto di tipo sanitario e sociale e rappresenta il principale, ed in molti casi esclusivo, riferimento per le famiglie che ogni giorno si rivolgono ai nostri studi per qualsiasi informazione, consiglio, cura e supporto in situazioni di difficoltà. Vaccinare non è solo fare una puntura, ma è un’attività che richiede competenze professionali, formazione continua, sensibilità, organizzazione, capacità relazionali, facilità di accesso, che le famiglie possono trovare solo nell’ambito delle cure primarie e dell’organizzazione capillare che i pediatri di famiglia e i medici di medicina generale offrono in Italia. La vaccinazione non può essere demandata ad altre figure professionali non altrettanto adeguatamente formate e che non possono mettere in campo quel rapporto diretto e fiduciario con le famiglie che rappresenta un fiore all’occhiello del nostro Servizio Sanitario Nazionale. In Italia abbiamo negli anni garantito ad ogni bambino il suo pediatra di famiglia, crediamo che i bambini abbiano il diritto di essere vaccinati dal loro pediatra e le famiglie di potersi rivolgere per questo allo specialista che hanno scelto per la salute dei loro figli”.
“Facciamo un appello – continua Chiamenti – che è anche un suggerimento alle istituzioni politiche e sanitarie che con grande serietà stanno affrontando un tema così delicato e alle quali la Fimo manifesta ancora una volta la propria soddisfazione per l’attenzione alla salute dei nostri assistiti, a non disperdere queste energie positive e reali che il nostro paese può vantare e che deve avere il coraggio e la responsabilità di coinvolgere ed impiegare al fine di modernizzare il sistema vaccinale che ha dato negli anni passati risultati importanti ma che ora ha necessità di nuove energie e nuovi stimoli di cui il Decreto Legge in approvazione ha bisogno per realizzarsi nei suoi obiettivi”.
“Ci aspettiamo – conclude Chiamenti – che finalmente anche l’ambito delle cure primarie pediatriche possa essere coinvolto nelle attività vaccinali attraverso una programmazione che deve essere avviata in ogni regione e che riconosca nel pediatra di famiglia una figura di riferimento essenziale per fornire una corretta informazione, aumentare l'adesione alle vaccinazioni e raggiungere le coperture vaccinali previste”.
07 Luglio 2017
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