Fnomceo: “Valorizzarne il ruolo, regala ai cittadini anni di vita in buona salute”
Always there to care: sempre lì, vicini a te, paziente, e là dove ce ne è bisogno, pronti a curare e a prendersi cura. Sono i medici di famiglia, celebrati oggi, 19 maggio, con una Giornata mondiale a loro dedicata. Ad indirla, sin dal 2010, il Wonca, l’organizzazione che, a livello globale, riunisce appunto i medici di medicina generale. “Always there to care” è il tema di quest’anno, a sottolineare la continuità, la disponibilità e l’importanza delle cure primarie e dei medici della medicina generale.
“La continuità delle cure offerte dai medici di famiglia è essenziale per l’efficacia della cura stessa – spiega il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli – ed è un valore aggiunto che regala al paziente anni di vita in buona salute. La vicinanza, la prossimità, l’essere là dove ce ne è bisogno è un altro pilastro dell’assistenza fornita dai medici di medicina generale. Sempre in prima linea, nelle guerre, nelle emergenze sanitarie, in tempo di pace. Pronti a portare a termine la loro missione anche a rischio della propria vita: dei 374 medici morti per il Covid, quasi i due terzi erano medici di medicina generale. La cura, intesa come terapia ma soprattutto come presa in carico a tutto tondo del paziente, è la ragion d’essere dei medici di famiglia, che, ricorda il Wonca, erogano cure di alta qualità e in maniera eguale. In Italia, il medico di famiglia è la figura attraverso la quale il Servizio Sanitario Nazionale realizza i valori di prossimità e di uguaglianza nell’accesso alle cure per tutti i cittadini”.
“In questi due anni di pandemia – aggiunge – ai 20 milioni di italiani affetti da malattie croniche già curati dai medici di famiglia si sono aggiunti i 17 milioni di cittadini positivi al Covid, raddoppiando i carichi di lavoro. I medici di medicina generale italiani vanno ringraziati per il lavoro svolto e sostenuti per aver assicurato l’assistenza nel periodo più difficile della storia del nostro SSN”.
“Oggi è il tempo che il diploma specifico in Medicina generale sia considerato a tutti gli effetti una specializzazione, così come previsto dalle norme comunitarie – conclude Anelli -. È anche il tempo di valorizzare il ruolo di questa colonna del Servizio sanitario nazionale: un professionista al servizio dei cittadini. Un professionista che è legato ai suoi pazienti da un rapporto che non si esaurisce con la visita in studio, ma che continua con una telefonata, un messaggio anche la domenica o a tarda sera, per avere un consiglio, fugare un dubbio, ricevere una rassicurazione. Un rapporto che genera fiducia, la moneta più preziosa: l’81% degli italiani ha fiducia nel suo medico di famiglia. E la fiducia è alla base della relazione di cura e presupposto della riuscita di ogni strategia terapeutica o di prevenzione”.
19 Maggio 2022
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