Fnomceo: “Sconcertati e delusi, autonomia degli Ordini è garanzia per i cittadini”

“Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime del Covid, e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri e a tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare”.

Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, dopo l’approvazione, in Commissione Affari Sociali alla Camera, dell’emendamento a prima firma Alice Buonguerrieri, nell’ambito dell’esame della Legge delega di riforma delle professioni sanitarie. L’emendamento introduce una disposizione che consentirebbe la richiesta di reiscrizione ai sanitari radiati per fatti connessi alla pandemia di Covid. La richiesta andrebbe presentata alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni sanitarie entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

“Se queste notizie corrispondono al vero – spiega Anelli – verrebbe svuotato il ruolo disciplinare degli Ordini. La radiazione è infatti l’extrema ratio, la sanzione che certifica che il sanitario si è voluto chiamare fuori dalla comunità professionale, decidendo di non seguire quei precetti che la comunità stessa, liberamente, sceglie di autoimporsi, e che costituiscono il Codice deontologico. Il Codice di deontologia medica, all’articolo 13, regola la prescrizione, che deve fondarsi sulle evidenze scientifiche disponibili, sull’uso ottimale delle risorse e sul rispetto dei principi di efficacia clinica, di sicurezza e di appropriatezza. Il medico non adotta né diffonde pratiche diagnostiche o terapeutiche delle quali non è resa disponibile idonea documentazione scientifica e clinica valutabile dalla comunità professionale e dall’Autorità competente, né terapie segrete. Tutto questo a tutela del paziente e della sua salute, che è obiettivo dell’agire medico”.

“Il procedimento disciplinare dunque – continua Anelli – è il punto più alto dell’azione degli Ordini a tutela del paziente. Comminare una sanzione, in particolare estromettere un collega dalla comunità professionale, non è mai una decisione presa con leggerezza ma è una ferita per tutta la comunità. Una ferita che però si rende necessaria per difendere i pazienti e l’onore stesso della Professione. Non può infatti chiamarsi medico chi adotta e diffonde terapie antiscientifiche, che possono causare danni alla salute”.

“Secondo tutti i sondaggi – aggiunge – la stragrande maggioranza degli italiani ha fiducia nei medici. una fiducia che supera quella in tutte le altre istituzioni, e che passa attraverso la fiducia nella scienza, dichiarata dal 90% dei cittadini”.

“Che una legge, in automatico, voglia riammettere chi è stato radiato – conclude Anelli – ci sembra un’ingerenza ingiustificata nella nostra azione, che svuota di significato il ruolo di Enti sussidiari che lo Stato ci ha affidato. Richiamiamo al rispetto che le istituzioni devono avere l’una per l’altra. L’autonomia degli ordini non è un privilegio delle Professioni. È una garanzia per la collettività. Indebolirla significa indebolire uno dei presidi sui quali si fonda il rapporto di fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni”.

14 Luglio 2026

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