Fnopo: “Crediti Ecm vengano riconosciuti correttamente a tutte le professioni sanitarie e sociosanitarie
“Non si comprende quale sia il senso di questa decisione che annichilisce e svilisce tutti i professionisti che, nei diversi setting assistenziali, continuano anche in queste ore a lavorare assicurando il diritto all’assistenza e alla salute sancito all’art. 32 della Costituzione. Le ostetriche anche oggi assicurano le cure nei punti nascita e nei servizi territoriali, essendo indifferibili le prestazioni in gravidanza, continuano a rischiare la propria salute e quella dei propri familiari, rientrando tra gli operatori più colpiti dalla pandemia da Covid-19, come ben evidenziato dai dati dell’Istituto superiore di sanità”, sottolineano i vertici FNOPO.
“Per tale motivo – precisano -, non è più tollerabile che la politica continui a reiterare queste gaffe che non fanno onore a chi deve rappresentare tutti i cittadini, tutelandone i diritti. Quanto perpetrato ieri, a danno dei professionisti del comparto sanità, va in direzione opposta a quanto dichiarato ieri dallo stesso Ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione della Consulta, di voler intraprendere un lavoro unitario e condiviso con i rappresentanti di tutte le Federazioni e Ordini, ciascuno con le proprie specificità, per il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale”.
“Assistiamo, una volta di troppo, a una idiosincrasia tra buoni propositi e la realtà dei fatti – afferma la presidente FNOPO Maria Vicario -. Solo qualche giorno fa plaudivamo all'istituzione della Giornata dei Camici Bianchi, iniziativa di per sé lodevole che fa onore a tutte professioni sanitarie e sociosanitarie, non solo dipendenti delle aziende ospedaliere, delle università, delle unità sanitarie locali, che hanno contribuito e contribuiscono a sostenere il SSn e SSr, oggi invece ci troviamo amaramente a constatare che la politica continua a discriminarli, peraltro con una produzione di norme incongruenti e in contrasto con le precedenti, quali la riforma ordinistica delle professioni attuata con la L. 3/2018”.
“La Federazione auspica quindi – concludono le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica – che si ripari al torto inflitto e che per il futuro ci si riferisca alle professioni sanitarie e sociosanitarie facendo riferimento alla legge 3/2018, che le ricomprende tutte, e non attraverso liste che inevitabilmente pongono qualcuno fuori dal novero”.
29 Maggio 2020
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