Formazione dei medici. Fnomceo chiede 1.000 contratti in più di formazione specialistica e il raddoppio di quelli per la medicina generale
“In attesa di una revisione complessiva del sistema formativo, che permetta di superare le attuali storture, nel decennio 2017/2026 alle condizioni attuali – si legge in una nota della Fnomceo – rischiamo di avere 36.000 medici che non potranno completare il proprio percorso di studi. A questo dato si aggiunge l’imminente ondata di pensionamenti, a livello territoriale e ospedaliero, che determineranno gravissime carenze in termini di risorse umane per i prossimi 10 anni: si prevede un abbandono di questa professione, per raggiunti limiti di età, sino a circa il 70% dei medici in servizio”.
Per far fronte a questa situazione, il documento approvato propone di implementare le procedure concorsuali per i medici dipendenti e di incrementare di circa 1000 borse annuali i contratti di formazione specialistica post-laurea, nonché di raddoppiare il numero di borse di studio per il corso di formazione in Medicina Generale.
Richiede inoltre di riaprire in tempi brevi i bandi regionali per l’accesso al corso di formazione in Medicina Generale per i laureati non ancora abilitati, vista la modifica del Decreto 7 marzo 2006, avvenuta a bando in corso, per permettere l'iscrizione ai medici neolaureati abilitandi a luglio. Propone anche di incrementare le attività compatibili con la frequenza al corso in Medicina Generale, stabilendo priorità di acceso alle stesse, in modo tale che l’integrazione fra formazione e lavoro superi almeno in parte la disequità del trattamento di tali professionisti rispetto a quelli impegnati nelle scuole di specializzazione.
Infine, la mozione suggerisce maggior coordinamento tra tutte le parti per velocizzare le procedure concorsuali e l’assegnazione delle borse, nonché di sfruttare le risorse del servizio sanitario nazionale per incrementare l’offerta formativa e integrare mondo del lavoro e università.
“La mozione approvata – ha detto Anelli – mostra attenzione alle esigenze dei giovani medici in un contesto lavorativo come quello attuale caratterizzato da un’elevata età media dei medici in servizio, dalle carenze drammatiche di personale che presto saranno innescate dai pensionamenti e dalla difficoltà, per contro, dei laureati a inserirsi nei percorsi formativi post laurea e a entrare nel mercato del lavoro. Tuttavia, le proposte presentate servono solo a tamponare una situazione di emergenza che deve essere affrontata attraverso una riforma organica dei percorsi formativi, nonché della programmazione. Occorre semplificare, snellire e velocizzare iter che troppo spesso risultano inutilmente lunghi, a partire dall’idea di una laurea abilitante che consenta di saltare il passaggio dell’esame di Stato.”
17 Luglio 2017
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