Giovani Medici Siciliani: “Chiediamo le immediate dimissioni di Crocetta”
Nei giorni scorsi, sulla base di una iniziativa indipendente, circa 500 giovani tra medici, infermieri, farmacisti ed operatori della sanità siciliana, avevano già sottoscritto un appello indirizzato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio ed al Ministro della Salute chiedendo il commissariamento della sanità regionale dopo le dimissioni dell’Assessore Borsellino, ultimo simbolo da anteporre ad una pervasiva gestione clientelare della sanità in Sicilia. Ma per tutta risposta la politica ha fatto prevalere l’attaccamento alle poltrone, annunciando al contempo, e per l’ennesima volta, il varo dei concorsi per il reclutamento e la stabilizzazione degli operatori della sanità.
“Il Governo Crocetta – affermano i Giovani Medici siciliani – ha totalmente disatteso le istanze delle giovani generazioni di professionisti della sanità. Emblematica è la mancata valorizzazione del FSE per sostenere la formazione post lauream dei profili medici e non medici. A fronte degli annunci, gli ennesimi, di rilancio dell’azione di governo a partire dalla sanità, circolati all’indomani del palesarsi delle note vicende di cronaca, quasi a voler spostare l’attenzione dei cittadini e degli operatori sanitari su altri fronti, è venuto il momento di prendere atto del fallimento dell’attuale classe dirigente e di marcare una chiara discontinuità rispetto al passato. In tema di sanità e salute non accetteremo più né trasformismi né iniziative cosmetiche, ma sosterremo chi avrà il coraggio di orientare le politiche sanitarie in funzione di una visione di sistema e non più di parte, fondando le decisioni sulla base del bisogno di salute espresso dalla popolazione e valorizzando le professionalità in funzione di capacità e competenze e non delle appartenenze”.
“Per tali ragioni – concludono i Giovani Medici siciliani – chiediamo che i pubblici concorsi per il reclutamento e la stabilizzazione degli operatori della sanità e le procedure di stabilizzazione dei precari previste dal DPCM Salava Precari non siano in alcun modo oggetto di mercificazione politica, come già avvenuto in passato e come rischia di accadere laddove i bandi di concorso venissero pubblicati a cavallo delle prossime elezioni, ormai inevitabili. La gestione commissariale, invece, garantirebbe la necessaria trasparenza del caso e non permetterebbe strumentalizzazione alcuna”.
16 Luglio 2015
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