I ginecologi: “Benefici pillola maggiori dei rischi”
Sulla stessa linea Franca Fruzzetti, della Clinica Ostetrica e Ginecologica Universitaria, del S. Chiara di Pisa: “Dopo tante polemiche l’Agenzia europea ha deciso giustamente di fare un po’ di chiarezza. Il documento ribadisce quello che la stragrande maggioranza di noi sostiene da anni. Salvo alcuni singoli casi legati a stili di vita errati o familiarità, la pillola è sicura e di gran lunga il metodo più efficace nella prevenzione delle gravidanze indesiderate. Se utilizzata in modo corretto, infatti, la sua sicurezza contraccettiva sfiora il 100%”.
E così anche Vincenzina Bruni, Direttore della Sod di Ginecologia dell'infanzia e dell'Adolescenza del “Careggi” di Firenze, che ha detto: “Chi vuole cominciare ad assumere la pillola deve ovviamente comunicare questa scelta al proprio ginecologo o medico di famiglia. Il camice bianco deve conoscere lo stato di salute generale della donna ed è quindi svolgere alcuni accertamenti come il controllo della pressione arteriosa, una corretta e completa anamnesi che includa anche la storia familiare e una visita ginecologica e generale per escludere malattie o condizioni che sconsiglino l’uso della pillola. Le controindicazioni sono in realtà poche, specialmente nelle ragazze giovani. Accertamenti più approfonditi sono necessari solo per particolari casi di anamnesi”.
“Dopo 50 anni dalla disponibilità della pillola – concludono Bruni e Fruzzetti – la ricerca ha portato a nuove formulazioni sempre più sicure e con minor impatto metabolico sull’organismo femminile. Capaci di portare inoltre numerosi benefici extra-contraccettivi come la regolarizzazione del ciclo mestruale, la scomparsa di sintomi spesso invalidanti per la donna legati alla mestruazione spontanea, la preservazione della fertilità femminile e la prevenzione di alcuni tumori: in primis quello dell’ovaio e dell’endometrio. Secondo un recente sondaggio 6 ragazze italiane su 10 conoscono questi effetti positivi. Dobbiamo però incentivare l’uso della pillola perché in Italia è ancora poco utilizzata rispetto al resto dei Paesi europei”.
L’Ema aveva iniziato la rivalutazione dei contraccettivi ormonali combinati nello scorso febbraio, in seguito ad una richiesta avanzata dalla Francia. Dopo otto mesi il Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (Prac) dell’agenzia ha affermato che l’insorgenza della Tev rappresenta un evento raro tra le utilizzatrici di pillola. I fattori che aumentano le possibilità di comparsa della malattia sono fumo, età, sovrappeso o obesità, emicranie, gravidanze o parti recenti e precedenti casi in famiglia. Secondo l’Agenzia è compito del medico valutare il rischio individuale di ciascuna, informala ed eventualmente indirizzarla verso altri metodi. Il Comitato ricorda inoltre che il possibile rischio di Tev è molto basso e le differenze tra i vari progestinici sono minime. Quello dell’Ema è un primo documento, per un parere definitivo e vincolante bisognerà aspettare ancora qualche mese.
19 Ottobre 2013
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