Iannelli e De Lorenzo (Favo): “È importante comprendere le ragioni che hanno portato ad una diminuzione dell’incidenza”
"Certamente, i numeri di chi non ce la fa sono ancora troppi, ma anche per questo è importante analizzare e comprendere sia le ragioni che hanno portato ad una diminuzione dell’incidenza (stili di vita, screening?) in alcune parti del nostro paese – aggiungono -, sia i motivi, anzi le azioni, che hanno contribuito effettivamente alla diminuzione più o meno marcata delle morti per cancro (disponibilità e tempestività dei trattamenti terapeutici, percorsi multidisciplinari?)".
"Nel periodo considerato (2003-2014), sono stati diagnosticati una media di 730 nuovi casi l’anno per 100.000 maschi e 480 casi l’anno per 100.000 donne. Nello stesso periodo – spiegano Iannelli e De Lorenzo -, ogni anno le morti per tumore sono state mediamente 380 per 100.000 maschi e 200 per 100.000 donne. Questi dati ci dicono che l’universo maschile è più colpito di quello femminile da patologie oncologiche. La notizia positiva che in entrambi i casi la mortalità rappresenta quasi la metà dei nuovi casi di tumore ed il dato è complessivamente in progressivo miglioramento (le morti per tumore registrate nel 2003 sono 404 per gli uomini e 210 per le donne ogni 100.000 mentre nel 2014 rispettivamente diminuiscono a 363 per i maschi e 199 per le femmine)".
"Il fatto che la diminuzione del numero delle persone che muoiono di cancro sia più marcata negli uomini che nelle donne è motivo di riflessione sulla medicina di genere e, soprattutto, di indagine per individuare strategie efficaci che aiutino le donne malate a sconfiggere il tumore".
"Ritornando all’incidenza – aggiungono -, si osserva che negli uomini è significativamente diminuita in tutte le macro-aree, con oscillazioni dall’1,3% (Nord Ovest, Centro, Sud e Isole)al 2% (Nord-Est) e che negli over 70 si è registrata una diminuzione significativa di circa 1,2%. Sarebbe interessante capire le ragioni di queste differenze. Nello stesso periodo l’incidenza nelle donne è diminuita significativamente di circa lo 0,5% solo nel Nord-Ovest (e nelle donne over 70 su tutto il territorio nazionale – 0,6% di nuovi casi). Nessuna variazione si è verificata nel Nord-Est e nel Centro mentre nel Sud e nelle isole vi è stato addirittura un incremento pari allo 0,3%!"
"È urgente indagare le cause di questi dati non certo confortanti e che in primissima ipotesi si potrebbero riferire a cambiamenti degli stili di vita (fumo in primis) negli anni passati e mancanza o insufficienza degli screening".
"Considerati i dati dell’incidenza e tenendo conto che le morti sono quasi sempre riferite a tumori diagnosticati in anni precedenti, la distanza tra i numeri (nuovi casi circa il doppio delle morti) – spiegano – accresce la speranza che dopo un tumore si possa vivere a lungo, che la malattia possa diventare cronica e che con essa si possa convivere o che, sempre più spesso, si possa guarire dal cancro. La significativa riduzione della mortalità per cancro, infine, conferma e potenzia gli esaltanti numeri sulla prevalenza e sulle guarigioni che recenti studi AIRTUM hanno documentato".
"Queste evidenze scientifiche – concludono Iannelli e De Lorenzo – forniscono alle Associazioni dei malati la rilevante opportunità di combattere lo stigma che costituisce tuttora un handicap per le persone guarite dal cancro e che ancora troppo spesso si sostanzia in forme di discriminazione silente o esplicita che rischiano di minare la possibilità di tornare ad una vita piena dopo il cancro rendendo vani i progressi realizzati dalla scienza medica.
Testo tratto dalla monografia I tumori in Italia – Trend 2003-2014
29 Marzo 2019
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Le Poste come i Cup anche in Lombardia. L’annuncio di Bertolaso

Riforma medicina generale. Scotti (Fimmg): “Sbagliato il metodo e il merito. Curare non è una catena di montaggio”

Focolaio di Ebola fuori controllo in Congo. Hantavirus fermato sulla nave da crociera, ma il morbillo preoccupa in Europa. Il report dell'Ecdc

Gettonisti ancora in metà dei Pronto soccorso. FADOI: “Un medico su quattro pensa al prepensionamento”

Disabilità. In Gazzetta Ufficiale il Terzo Piano d’Azione: sette linee di intervento per l'inclusione

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Aviaria H5N1. Primo caso di trasmissione da gatto domestico a uomo. Lo studio dei Cdc: "Veterinario asintomatico, ma con anticorpi"

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol