Il commento dei ricercatori: “Sancito il riconoscimento del ruolo internazionale dello Iov e delle sue indiscutibili capacità”
Il glioblastoma è un tumore raro con incidenza di 6 casi ogni 100mila pazienti e, in base ad alcuni studi americani, è in sensibile aumento ed è collegata alle radiazioni ionizzanti ed alle mutazioni ambientali; inoltre, ma è in fase di studio, vi è una probabile correlazione tra la neoplasia in esame e la prolungata esposizione ai cambi elettromagnetici.
Conclude Giuseppe Lombardi: “A breve pubblicheremo anche i risultati che abbiamo ottenuto con l'analisi di alcuni biomarcatori valutati nel tessuto tumorale, la cui espressione si è dimostrata correlare con l'efficacia del Regorafenib. Inoltre, alla luce di risultati così positivi ottenuti, l'agenzia europea del farmaco, l'EMA, valuterà come procedere per rendere disponibile il farmaco a tutti i pazienti affetti da glioblastoma recidivato”.
Per la Direttrice di Oncologia Medica 1, Vittorina Zagonel, “lo studio Regoma pubblicato su Lancet Oncology, i cui risultati avevano già trovato spazio in prestigiosi congressi sia in Europa (ESMO), che negli USA (ASCO), sancisce il riconoscimento del ruolo internazionale dello IOV-IRCCS e delle sue indiscutibili capacità scientifiche, cliniche ed organizzative di coordinamento di studi clinici multicentrici. In particolare in questo caso si è creata e avviata una nuova rete italiana dei centri di neuro-oncologia, risorsa di indubbio valore e significato per futuri studi e di speranza per i pazienti con glioblastoma. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno contribuito in vari modi allo studio, in particolare l'associazione Luca Ometto e la Fondazione Giovanni Celeghin che ci supportano quotidianamente nella ricerca di nuove conoscenze e terapie per i pazienti con glioblastoma”.
Endrius Salvalaggio
27 Dicembre 2018
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