Il film d’animazione del progetto ECRAN racconta cos’è uno studio clinico e come deve avvenire
Nel film d’animazione, doppiato in tutte le 23 lingue ufficiali europee, attraverso un cartone animato vengono spiegate in maniera divulgativa e sintetica (in cinque minuti di video) come deve essere svolto uno studio clinico e quali sono le “trappole” che vi si possono nascondere.
Il film parte da un episodio storico: il primo test clinico della storia è avvenuto nel 1747 su una nave della corona britannica, in cui il medico di bordo, James Lind, cercava di scoprire qual era la migliore terapia contro lo scorbuto. Lo scoprì distribuendo vari preparati ai suoi mariani, divisi a 2 a 2. Tra i preparati, un composto a base di arance e limoni è l’unico ad avere effetto su una coppia di marinai: così si capì qual era la terapia più efficace.
In sintesi il film illustra come, anche se la medicina e la ricerca clinica è molto cambiata, ancora oggi, come nel 1747, l’unico modo per studiare l’efficacia di una terapia è fare studi clinici. Primo punto presentato nel video: il progetto di uno studio clinico deve essere approvato non dagli stessi sperimentatori, che potrebbero avere qualche interesse, ma da un comitato etico composto da esperti indipendenti e anche da comuni cittadini. Poi, i pazienti prescelti devono essere divisi in 2 gruppi, il primo sottoposto al nuovo farmaco e l’altro, il gruppo di controllo, al placebo, cioè ad un preparato inerte molto simile; questa distribuzione dei pazienti nei due gruppi deve essere assolutamente casuale, e proprio per questo si chiama randomizzazione. Il terzo punto: per evitare suggestioni o pressioni tutti devono essere all’oscuro, i pazienti non devono sapere se stanno ricevendo il farmaco o il placebo, ma nemmeno i medici devono sapere quale dei due stanno somministrando: si tratta di uno studio in doppio cieco. Quarto punto: alla fine dello studio clinico le cartelle pazienti devono essere analizzate da una terza équipe medica, totalmente estranea allo studio in doppio cieco. E poi, lo studio deve essere ripetuto in altri centri indipendenti. Infine, non basta che il farmaco sia efficace statisticamente: esso deve migliorare realmente la condizione dei pazienti, quindi bisogna valutarne sia i benefici che gli effetti collaterali. quando non si può usare il placebo ilmconfr col milgior farmaco disponibili.
Tra le eventuali trappole di un test: intanto, quando non si può usare il placebo, perché esiste già un farmaco, si deve utilizzare il migliore disponibile. La scelta dei pazienti, inoltre, è importante: ad esempio la scelta di soli maschi adulti, più robusti, e l’esclusione di donne bambini o anziani, potrebbe alterare i risultati. Ma anche la valutazione dell’efficacia rappresenta qualche trappola: essa deve essere dimostrata rilevando aspetti rilevanti per il paziente e per la sua qualità vita. È possibile infine un difetto proprio nell’architettura dello studio clinico: in generale l’esperimento deve essere progettato per capire se il farmaco sia effettivamente migliore, al paziente interessa questo genere di medicina e non una uguale o inferiore rispetto a quella già in commercio.
Viola Rita
13 Gennaio 2014
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