Il vademecum dell’esercizio fisico per il diabetico
– quale tipo?Sia l’esercizio fisico aerobico, che quello di resistenza per l’aumento della forza muscolare sono indicati nella terapia del diabete di tipo 2. L’esercizio aerobico (es. camminare a passo svelto, corsa, bicicletta, sci da fondo, etc.) serve a ridurre il peso, in particolare la massa grassa addominale, migliora l’efficienza del sistema cardiovascolare (VO2max ovvero il trasporto massimo di ossigeno ai muscoli), il controllo metabolico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare. L’esercizio di resistenza (es. sollevamento pesi o esercizi con bande elastiche) serve ad aumentare la forza muscolare e quindi a prevenire infortuni e cadute, ad aumentare la massa muscolare (il metabolismo basale: spesa energetica a riposo) e a ridurre la glicemia;
– quale intensità?L’esercizio fisico per una persona sedentaria deve essere commisurato allo stato di forma fisica, basato su una valutazione specialistica che valuti la capacità aerobica (test su tapis roulant) e stimi la massima forza dei vari distretti muscolari (ripetizioni con pesi) a cura dello specialista in medicina dello sport. In linea di massima è meglio iniziare con un’intensità pari al 50% della capacità massima e poi incrementare gradualmente (ogni 6 sedute) sino al 65% della capacità aerobica e di forza massimali. Ad esempio, per quanto riguarda il lavoro aerobico, si può stimare che una persona di 50 anni che abbia una frequenza cardiaca (FC) massimale di 170 battiti minuto (220-età) ed una FC a riposo di 70, per lavorare al 50% della FC di riserva debba esercitarsi ad una FC di 105 battiti al minuto. Questo ultimo valore si ottiene utilizzando la formula della riserva cardiaca di Karvonen: [(FCmax-Fcriposo)x 0,5 (% intensità)-FC riposo];
– quanto spesso? La frequenza minima di esercizio fisico che comporta benefici nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 è di due sedute settimanali, distribuite ad intervalli omogenei (6) (ad esempio il lunedì ed il giovedì). Le Società scientifiche raccomandano tuttavia almeno tre sedute settimanali, dato che vi è una correlazione tra numero di sedute di allenamento e benefici (3,4);
– quanto a lungo? Il volume di esercizio o la quantità di dispendio energetico ottenuta con l’esercizio fisico deve essere paria circa 150 minuti di esercizio alla settimana (ad esempio trenta minuti per 5 giorni alla settimana). Il massimo dei benefici si ottiene se i pazienti praticano l’esercizio che equivale a percorrere circa 30 km alla settimana alla velocità di 4-5 km/h;
– a quale età? L’esercizio fisico, può essere praticato, dopo valutazione medica di idoneità, a tutte le età. Dati non pubblicati del Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria (C.U.R.I.A.MO.) dimostrano che su un numeroso campione di soggetti con obesità e/o diabete (dai 20 agli 80 anni), la percentuale di miglioramento della forma fisica aerobica e della forza muscolare è simile, indipendentemente dall’età. In pratica, non è mai troppo tardi, perché i sistemi cardiovascolare e muscolo-scheletrico, se stimolati correttamente, hanno sempre margini di miglioramento.
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02 Marzo 2013
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