Interrogazione di 23 Senatori ai Ministri competenti su società capitali. “Più tutele per i pazienti”
Ricordando il calo di accesso alle cure odontoiatriche da parte degli italiani e che i giovani laureati in odontoiatria hanno sempre più difficoltà ad aprire studi professionali per via degli elevati costi delle strutture, i senatori firmatari focalizzano la loro attenzione sulle società di capitale che operano nel settore odontoiatrico.
“Negli ultimi anni –scrivono i Senatori nell’interrogazione- si è assistito al proliferare di società che si occupano di servizi odontoiatrici che attraverso il franchising aprono strutture sul territorio e che non presentano, in alcuni casi, dei direttori sanitari iscritti all’Albo degli odontoiatri presso l’Ordine dei Medici. Direttori sanitari, spiegano, che spesso lavorano per diversi centri non garantendo, in tal modo, la sua presenza in studio che dovrebbe essere costante”.
Ma non solo, i firmatari ricordano come in alcuni di questi centri odontoiatrici la redazione del piano di trattamento e di cura dei pazienti sia demandata agli addetti commerciali e non all’odontoiatra.
Catene odontoiatriche che hanno la possibilità, al contrario degli studi professionali, di proporre aggressive attività promozionali utilizzando le cosiddette “prestazioni civetta” a tariffe sottocosto, senza la possibilità che l’Ordine professionale possa sanzionarle.
Ma il principale rischio per i pazienti arriva dal rischio, in caso di fallimento delle società che si occupano di servizi odontoiatrici, spesso Srl con capitale sociale di 10 mila euro, di essere insolventi “nei confronti sia dei propri assistiti che degli operatori che vi lavorano, poiché il giro di affari di un centro odontoiatrico supera di gran lunga la quota di capitale sociale versata che deve essere usata naturalmente anche a forma garanzia”.
“Le società che offrono servizi odontoiatrici –chiariscono i Senatori- non sono obbligate ad avere all’interno dei loro CdA figure iscritte all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e per tal motivo spesso perseguono politiche societarie puramente commerciali e orientate alla sola logica del profitto”.
Per questo, ricordano, “l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani ha, in Commissione Industria del Senato, chiesto nuove regole che aumentino il livello di trasparenza e professionalità del mercato odontoiatrico gestito dalle società di capitali e norme più severe per combattere l’abusivismo professionale”.
I Senatori chiedono, quindi, ai Ministri competenti se “non ritengono opportuno intervenire affinché le prestazioni sanitarie non siano oggetto di attività esclusivamente lucrose; se non ritengano opportuno, nei limiti delle proprie attribuzioni, adottare iniziative, anche di natura ispettiva, nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; se intendano, per quanto di competenza, attivare controlli più stringenti nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di migliorare il mercato odontoiatrico dominato dalle società di capitali che sta mettendo in pericolo il sistema professionale che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cittadini italiani”.
“I Senatori portano un problema reale che mette a rischio la salute degli italiani al quale la politica speriamo ponga rimedio al più presto”, commentaGianfranco Prada Presidente ANDI. “In questi giorni sono in discussione in Commissione Industria alcuni emendamenti al Ddl Concorrenza che puntano ad introdurre odontoiatri iscritti all’Albo negli organismi gestionali delle società di capitale”, continua Prada. “Approvandoli si permetterebbe di estendere la garanzie che oggi i pazienti hanno nel farsi curare in uno studio di un dentista libero professionisti anche ai pazienti che si recano in una catena odontoiatrica”.
29 Febbraio 2016
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