Intersindacale Medicina generale: “No a proteste corporative e ‘bugiarde’. Sì a road map iniziative per cambiare legge Balduzzi”
L’Intersindacale ha confermato l’avvio di una campagna di sensibilizzazione sui social oggi e domani contro uno sciopero che definiscono “bugiardo e che appare ai cittadini come corporativo, ma anche per rilanciare una forte iniziativa per chiedere risorse adeguate per il Ssn e le cure primarie e la modifica della Legge Balduzzi”. In questo senso i sindacati hanno anche annunciato una serie di iniziative di protesta per i prossimi mesi: Iniziative di informazione in tutti gli studi e nelle piazze per informare i cittadini sul continuo impoverimento della sanità pubblica e, in particolare, del territorio; Mobilitazione su social; Gazebo davanti alla Camera dei Deputati e manifestazione a Roma contro la Legge Balduzzi e contro i tagli ulteriori al Ssn di 2 miliardi di euro che le Regioni scaricano sui medici, sui servizi e sui cittadini.
“È uno sciopero bugiardo – ha affermato il segretario dello Smi, Pina Onotri -. Non c’è scritto da nessuna parte che si cancella la libertà di scelta del medico e la capillarità degli studi dei medici di famiglia. Il vero problema è la legge Balduzzi che va cambiata e noi possiamo aderire ad una protesta di chi invece vuole andare avanti con il rinnovo di una convenzione e chiudere un accordo ad isorisorse, anzi ad iporisorse perché vengono tolte ai medici e soprattutto perché dal 2009 ad oggi con i contratti bloccati le nostre spese sono aumentarte. Ma il punto non è solo la convenzione noi vogliamo mettere al centro della protesta il fatto che si continua a tagliare sulla sanità e i 2,6 mld di tagli metteranno in ginocchio il comparto e il sistema pubblico che noi difendiamo. E per questo abbiamo deciso di dare il via ad una serie di proteste e manifestazioni”.
“Noi vogliamo discutere della riorganizzazione delle cure territoriali – ha detto Nicola Preiti responsabile medicina generale della Fp Cgil Medici – ma prima occorre cambiare la Legge Balduzzi che ha effetti deleteri e che la Fimmg ha invece sostenuto”.
“Pensare che il 40% dei medici non scioperi per far dispetto al sindacato maggioritario fa parte di quel delirio di onnipotenza che affligge negli ultimi tempi i suoi vertici – ha affermato Mauro Mazzoni, Segretario Nazionale SIMET – . Gli scambi di offese non fanno che danneggiare l’immagine delle organizzazioni sindacali, purtroppo spesso ultimamente distanti dall’esercizio di tutela”.
“Il Simet – ha specificato Mazzoni – , da sempre, sta con i suoi iscritti e non con le Regioni. Ebbi modo in tempi non sospetti di protestare e di definire il decreto Balduzzi “Un pasticciaccio brutto" di dubbia legittimità, inadeguato alla gravità della situazione del Ssn e con innovazioni pericolosissime. Di fatto oggi la legge dimostra tutti i suoi limiti. Domani non scioperiamo perché i cittadini non capirebbero e perché non serve. Piuttosto puntiamo al fatto che il medico di medicina generale può dare un contributo maggiore e migliore se avrà un ruolo di “gestore” e non di “gestito”, se potrà contare sul pieno riconoscimento e sulla valorizzazione della propria capacità di associarsi con i colleghi per raggiungere, con economie di scala e gestione diretta dei fattori di produzione, livelli di economicità e flessibilità che le Asl non sono in grado di raggiungere”.
“Noi siamo da sempre contrari alle Legge Balduzzi che è una porcata – ha dichiarato il vicepresidente dello Snami, Francesco D’Accardi – . In questo periodo abbiamo sempre rivendicato come quella legge vada gettata via e la Politica deve fare qualcosa e dire chiaramente cosa ha in mente per la sanità italiana. Se vuole una sanità privata e dominata dalle assicurazioni noi siamo disponibili”.
18 Maggio 2015
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