Intramoenia. Adempimenti di legge: a che punto sono le Regioni
Per quanto riguarda l’individuazione delle misure dirette ad assicurare, in accordo con le organizzazioni sindacali, il passaggio al regime ordinario del sistema dell’attività libero professionale intramuraria, c’è stato un peggioramento rispetto al 2010: solo 11 Regioni/Province Autonome, rispetto alle 13 registrate nel 2010, hanno raggiunto pienamente l’obiettivo (rispetto al 2010 hanno fatto un passo indietro Puglia e Umbria che si vanno ad aggiungere a Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Molise e Sicilia).
Risultati positivi sono emersi per quanto riguarda il “Monitoraggio e controllo dell’Alpi” (indicatore inserito dal 2011): ben 19 Regioni/Province Autonome hanno provveduto in toto (non lo hanno raggiunto solo Molise e Umbria). Al contrario, le Regioni segnano il passo sul fronte dell’istituzione di organismi paritetici con le organizzazioni sindacali e le associazioni degli utenti: solo in 7 Regioni/Province Autonome il 90% delle aziende ha provveduto ad istituirli.
Sul fronte del “Governo aziendale della libera professione”, nel 2011 solo in 9 Regioni/Province Autonome (erano 10 nel 2010) più del 90% delle Aziende hanno attivato il servizio di prenotazione delle prestazioni, affidato a personale aziendale, o comunque dall’Azienda a ciò destinato ed eseguito in sedi o tempi diversi rispetto a quelli istituzionali. Nel 2010 le regioni adempienti erano dieci.
Nessun cambiamento rispetto al 2010 in merito alla riscossione degli onorari delle prestazioni erogate sotto la responsabilità dell’Azienda: in 13 Regioni più del 90% delle Aziende vi provvede.
E ancora, in 12 Regioni più del 90% delle Aziende ha deliberato un tariffario in accordo con i professionisti, idoneo ad assicurare la copertura di tutti i costi. Si registra, in questo caso, un miglioramento: nel 2010, infatti, le Regioni che raggiungevano lo stesso esito erano 10.
In 10 Regioni/Province Autonome più del 90% delle Aziende ha attivato la rilevazione oraria dell’attività libero professionale (nel 2010 questo indicatore non era stato inserito).
Un passo indietro si osserva sull’attività di controllo del progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito delle attività istituzionali a tempi medi di quelle rese in regime istituzionale: da 10 del 2010 si passa a 8 del 2011.
Per quanto concerne il monitoraggio “Volumi di attività”, una novità del 2011, sono 8 le Regioni/Province Autonome nelle quali più del 90% delle Aziende ha provveduto alla definizione, annuale, in sede di contrattazione del budget o di specifica negoziazione con le strutture aziendali, dei volumi di attività istituzionale dovuti, tenuto conto delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche effettivamente assegnate, anche con riferimento ai carichi di lavoro.
Sono invece solo quattro le Regioni in cui più del 90% delle Aziende hanno provveduto alla determinazione, con i singoli dirigenti e con le equipes, dei volumi di attività libero professione erogabili. Mentre in 9 Regioni più del 90% delle Aziende hanno costituito organismi paritetici di verifica del corretto ed equilibrato rapporto tra attività istituzionale e attività libero professionale, con le organizzazioni sindacali.
Infine in dieci regioni più del 90% delle Aziende ha adottato le misure dirette a prevenire l’insorgenza del conflitto di interessi o di forme di concorrenza sleale, con un miglioramento rispetto al 2010 quanto le regioni erano nove.
Non in tutte le regioni le Aziende sono in grado di governare il sistema dell’intramoenia allargata tramite il servizio di prenotazione dedicato (in 3 Regioni/Province Autonome), la riscossione diretta degli onorari (in 1 Provincia Autonoma), la rilevazione oraria dell’attività svolta in intramoenia allargata (in 5 Regioni/Province Autonome).
22 Aprile 2013
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