L’Adig contro gli ambulatori diabetici infermieristici: “Pazienti penalizzati da mancanza dei medici”
“Il modello innovativo, come dichiarato, si basa sulla valorizzazione della figura dell’infermiere, sulla maggiore sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza. Sono spiacente sottolineare che tale modello non è stato sottoposto alle organizzazioni dei diabetici Adig Sarda”, esordisce Cabras.
Per il presidente dell’Adig Sarda “non sono chiare le prestazione degli infermieri. Come è stato definito, su tre livelli differenti di assistenza, si libereranno risorse in termini di tempo e professionalità perché molte visite inappropriate non sono altro che frutto dell’assistenza diabetologica. Pensiamo invece che ciò permetterà solo un risparmio penalizzando i diabetici”.
“Gli infermieri – afferma Cabras nella lettera – non possono lavorare autonomamente, fornire diagnosi o la formulazione di piani di intervento, valutare la cadenza delle visite, la qualità di cura, una eventuale proposta di modifica della terapia ecc… Azioni queste che devono essere prettamente di pertinenza medica al fine di prevenire o curare le complicanze”.
Per l’Adig Sarda “continua a mancare un piano preciso di riorganizzazione della diabetologia locale e regionale condizionata dalla limitata capacità della politica di guardare a medio e lungo termine. L’uniformità e la continuità delle cure sono i principali obiettivi del Ssn intesi sia come continuità tra i diversi professionisti integrati in un quadro unitario (lavoro in team, elaborazione e implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi ecc.), sia come continuità tra i diversi livelli di assistenza soprattutto nel delicato confine tra ospedale, Servizio di Diabetologia e territorio. Tutto ciò per potenziare l’integrazione ospedale – servizio di diabetologia – territorio con la corretta gestione del processo di valutazione delle condizioni cliniche e socio-assistenziali del paziente. Il Ssn indica precisi obiettivi che portano ad una omogeneità e ad una pari uguaglianza nel diritto alla salute”.
“Ci chiediamo – conclude la lettera – se forse non sarebbe meglio riorganizzare il Servizio con incremento di personale medico con particolare attenzione a garantire la disponibilità di un’assistenza plurispecialistica, oculistica, cardiologia, ecc… per la prevenzione delle temibili complicanze con l’assicurazione delle varie consulenze e l’ attuazione dei programmi di educazione sanitaria continua”.
28 Giugno 2017
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