La replica di Assogenerici: “Le posizioni della Fimmg sono un contributo oggettivo alla disinformazione”
“Le parole molto franche del Segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo – sottolinea Foresti in una nota – obbligano a una risposta altrettanto diretta. Innanzitutto, non ho mai proposto di incentivare economicamente la prescrizione dei generici e se si vuole parlare di comparaggio, non è certo tra i produttori di equivalenti che si possono trovare esperti in materia. Quanto alla polemica sulla sostituibilità e le esigenze professionali dei medici che rifiutano di assumersi responsabilità indipendenti dalla loro volontà’ è il caso di dire una volta per tutte che questa responsabilità è avvertita soltanto in Italia, mentre nel resto d’Europa la stragrande maggioranza delle ricette è compilata senza preoccuparsi di indicare nessun nome commerciale. Non pare che questo abbia fatto una differenza sul piano clinico o epidemiologico: se il dottor Milillo ha dei dati al riguardo, saremmo molto interessati a leggerli”.
Per Foresti “le posizioni espresse ancora una volta dalla Fimmg sono un oggettivo contributo al clima di disinformazione in cui da sempre si muovono le politiche del farmaco in Italia. Continuiamo altresì a osservare che si continua a dire che la Fimmg è schierata per il ricorso al farmaco fuori brevetto, dimenticando di aggiungere che ormai quasi tutti i farmaci che può prescrivere il medico di medicina generale hanno perso la tutela brevettuale. Peraltro, anche in questa forma soft, l’impegno non sembra poi così forte, dal momento che, quando uno dei farmaci appartenenti a una classe terapeutica perde effettivamente il brevetto, subito si assiste a una diminuzione delle prescrizioni a vantaggio degli altri medicinali analoghi ancora di marca”.
“Quanto al decreto – conclude il presidente di Assogenerici – l’unico effetto che si è riscontrato è stato l’aumento dell’apposizione della clausola di non sostituibilità a fronte dell’indicazione di un prodotto branded: difficile capire come la situazione avrebbe potuto essere peggiore. Ricorrere a un generico, anche a seguito della sostituzione in farmacia, non fa venir meno in alcun modo la tutela della salute del cittadino: lo dimostrano decenni di impiego dei medicinali equivalenti in tutto il mondo, mentre costringere un cittadino a pagare un ticket non necessario è un danno immediato, diretto e facilmente constatabile”.
30 Maggio 2012
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza

Caldo estremo, FADOI: “Sopra i 40 gradi il corpo può non riuscire più a disperdere il calore”

“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Farmaci. Aifa aggiorna quattro Note: ormone della crescita, infertilità, anticoagulanti e Bpco

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”